85 anni di Sophia Loren, la superstar mondiale con Napoli nel cuore. Premio Oscar per “La Ciociara” e “L’oro di Napoli”. Sarà protagonista del prossimo film del figlio Edoardo “La vita davanti a se”

 Sophia Loren compie 85 anni e non smette di stupire e accettare sfide professionali. Sara’ infatti la protagonista del prossimo film del figlio Edoardo Ponti ‘La vita davanti a se”, dieci anni dopo ‘Nine’ suo ultimo lavoro. Il film, tratto dall’omonimo romanzo di Romain Gary, racconta la storia di Madame Rosa, sopravvissuta all’olocausto, che decide di prendersi cura del dodicenne di origini senegalesi di nome Momo. Il romanzo fu portato sul grande schermo per la prima volta dall’israeliano Moshe’ Mizrahi nel 1977 con Simone Signoret nella parte che sara’ di Sophia Loren, vincendo l’Oscar come miglior film straniero e i premi Cesar e David di Donatello per la miglior interprete. “A 84 anni vuole mettersi in gioco per fare un film cosi’ profondo, cosi’ impegnativo, sia emotivamente che fisicamente. L’energia e la passione con cui approccia ogni scena e’ una meraviglia da guardare”, ha detto il figlio. “Una meraviglia da guardare” e’ la frase che potrebbe riassumere la carriera di ‘donna Sophia’. Iniziata nella Napoli del dopoguerra, precisamente a Pozzuoli, dove con la madre Romilda Villani si trasferi’ da Roma e passo’ infanzia e adolescenza tra ristrettezze economiche e mille difficolta’. Grazie all’impareggiabile bellezza che non offusco’ il talento, arrivo’ fino a Hollywood, vinse due Oscar, di cui uno alla carriera nel 1991, e un’infinita’ di altri premi senza mai mancare di esprimere il suo amore per la citta’ che l’aveva cresciuta. “Io non sono italiana, sono napoletana” ha piu’ volte ripetuto, come un vanto. 

In occasione del compleanno, TeleCapri trasmetterà oggi alle ore 13:15 il film “LA B AIA DI NAPOLI”

Fu notata giovanissima ad un concorso di bellezza da Carlo Ponti, che poi diventera’ suo marito – per procura in Messico nel 1957 – tra mille polemiche in Italia visto che il produttore era gia’ sposato e il divorzio non era ancora consentito. Fu lo stesso Ponti a offrirle il primo contratto e a consigliarle di usare un nome d’arte. Invece di Sofia Villani Scicolone fu Sofia Lazzaro prima e infine Sophia Loren, un nome che potesse cosi’ attrarre un pubblico piu’ internazionale, ispirato all’attrice svedese Marta Tore’n. E’ con questo nome che gira le prime pellicole di successo, entrambe nel 1954. ‘L’oro di Napoli’, film a episodi diretto e interpretato da Vittorio De Sica con Toto’, Silvana Mangano e Eduardo De Filippo e ‘Miseria e nobilta”, adattamento dell’opera di Vincenzo Scarpetta, a fianco di Toto’. Proprio riguardo a De Sica e al ‘principe’, Sophia ha raccontato diversi aneddoti, entrambi incentrati sulla fame patita da ragazzina. In una recente intervista a Repubblica disse: “Devo ringraziare mio marito e De Sica. Ho cominciato dal niente. Mia madre era una povera signora, ci morivamo di fame e siamo andate a Roma. Senza persone che credono in te non vai da nessuna parte. Incontrai Carlo Ponti, il mio futuro marito, e mi fece conoscere Vittorio De Sica. Lo porto nel cuore. Doveva fare ‘L’oro di Napoli’, stavamo nell’ufficio di De Laurentiis, non osavo dire una battuta. Capii che gli ero piaciuta dal modo in cui mi parlava: ‘Siccome parto per Napoli ti faccio un provino subito, se va bene puoi fare la pizzaiola’. Mi misi a piangere. ‘Domani vieni sul set’. Cosi’ fu. De sica era adorabile, un uomo di cuore. Unico. Ha creduto in me”. Con De Sica giro’ in totale 8 film spesso in coppia con Mastroianni, costituendo uno dei sodalizi piu’ celebri e duraturi della storia del cinema. 

 Di Toto’ racconto’, nell’autobiografia ‘Sophia Loren. Ieri, oggi, domani. La mia vita’, il primo incontro: “Titubante, mi ero avvicinata per presentarmi: ‘Scicolone Sofia, molto onorata’. Lui era stato dolce, mi aveva sorriso e mi aveva offerto un po’ del suo tempo prezioso. ‘Che ci fa qui una guaglioncella come te? Da dove vieni?’. ‘Sono di Pozzuoli, sono qui per fare il cinema’. ‘Ah… il cinema’ aveva sospirato, dedicandomi una delle sue celebri facce. Per un istante la sua ironica, irresistibile malinconia fu tutta per me. La bevvi, come un bicchiere d’acqua fresca, e mi sentii piu’ forte. Se Toto’ mi stava regalando un pizzico della sua attenzione, significava che tutto era possibile. Che tutto il meglio era gia’ qui. Ma il Principe non si era limitato alle parole. Alla fine, intuendo cio’ che avevo tentato di nascondere, mi aveva messo in mano centomila lire. Credo mi avesse letto negli occhi la fame: di cibo, di lavoro, o forse piu’ semplicemente di cinema. Io e mammina ci mangiammo a lungo, come se avessimo vinto al lotto”. I due film furono grandi successi e consegnarono la ragazza puteolana al grande cinema. La prima parte iconica fu invece ‘Pane, amore e…’ del 1955, di nuovo in coppia con De Sica. Nel film di Dino Risi, quarto maggiore incasso del ’55/’56, rimane tutt’oggi nell’iconografia collettiva legato alla scena del Mambo tra il cavaliere Antonio Carotenuto e Sofia ‘a smargiassa. Gli anni ’60 rappresentarono la consacrazione mondiale a diva del cinema. A Hollywood in realta’ ci era gia’ arrivata nella seconda meta’ degli anni ’50 recitando in coppia con Cary Grant, John Wayne e Anthony Quinn. Per ‘Orchidea nera’, film del 1958 con Grant, vinse il suo primo David di Donatello e la Coppa Volpi a Venezia. Nel 1960, diretta ancora una volta da De Sica, divenne Cesira, ‘La ciociara’ dell’omonimo romanzo di Moravia, che le valse l’Oscar per la migliore attrice, il primo assegnato ad un’interprete di un film non in lingua inglese. Oltre al premio vinto nel 1962, porto’ a casa con lo stesso film la Palma d’oro a Cannes, il Bafta, il David di Donatello e il Nastro d’argento.

 I successi con De Sica, e il sodalizio con Mastroianni, si ripetono nel 1963 e nel 1964 con ‘Ieri, oggi, domani’ e ‘Matrimonio all’italiana’, che le vale una seconda nomination agli Oscar del 1965. Entrambi con lo zampino di Eduardo: ‘Adelina’, il primo episodio del film del 1963, e’ stato scritto dal grande drammaturgo partenopeo, mentre ‘Matrimonio all’italiana’ e’ la trasposizione cinematografica di ‘Filumena Marturano’. Altro film che lega la Loren a De Filippo e’ ‘Sabato, domenica e lunedi” trasposizione degli anni ’90 diretta da Lina Wertmuller tratta dall’opera omonima di Eduardo. In un’intervista al Mattino disse, parlando delle tre pellicole: “Per me sono tre tappe indimenticabili della mia carriera e ritengo di non essere presuntuosa se penso che Adelina e Filumena resteranno a lungo nella memoria di tutti”. L’ultimo film del trio Loren, Mastroianni e De Sica fu ‘I girasoli’ del 1969, mentre nel 1974 fu Adriana de Mauro nel drammatico ‘Il viaggio’, ultima pellicola di Vittorio De Sica. Con Mastroianni torno’ a lavorare nel capolavoro ‘Una giornata particolare’ di Ettore Scola del 1977 che vinse il Golden Globe come miglior film straniero e per lei fu il sesto David di Donatello, il secondo Nastro d’argento e il primo Globo d’oro. Gli anni ’80 e ’90 sono rappresentarono una continua sperimentazione tra televisione che si concludono con l’ultimo film interpretato a fianco di Mastroianni. ‘Pret a porter’ di Robert Altman rimette in scena il celebre spogliarello di ‘Ieri, oggi, domani’ e la stella sulla Walk of Fame dell’Hollywood Boulevard. Nel nuovo millennio si segnalo’ in ‘Nine’, l’omaggio di Rob Marhall del 2009 a ‘8 e mezzo’ di Federico Fellini oltre alla collaborazione con il figlio. Il suo primo lungometraggio, dopo dieci anni di assenza, sara’ diretto da Edoardo perche’, ha spiegato Sophia, “mi conosce cosi’ bene. Lui conosce ogni centimetro del mio viso, il mio cuore, la mia anima. Passera’ alla prossima scena solo quando arrivera’ a mostrare la mia verita’ piu’ profonda”. In totale in carriera Sophia Loren ha 2 Oscar, 5 Golden Globe, 1 Leone d’oro, 1 Grammy Award, la Coppa Volpi a Venezia, il Prix d’interpre’tation fe’minine a Cannes, l’Orso d’oro a Berlino, un Bafta, 10 David di Donatello e 3 Nastri d’argento che ne fanno l’attrice italiana piu’ premiata al mondo.

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