Somma Vesuviana (Napoli): i funerali del Vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega, chiesa gremita già dal mattino, oltre mille persone. Presenti le più alte autorità dello Stato. Il Vescovo, “Mario era fiero di essere carabiniere”
Il feretro del vice brigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega durante i funerali a Somma Vesuviana, 29 Luglio 2019. ANSA/CESARE ABBATE
Mille persone si sono radunate all’esterno della chiesa retta dai francescani. Uomini delle forze dell’ordine, preti, tra cui padre Maurizio Patriciello, gente comune, parenti e amici ma anche chi non conosceva il carabiniere ed è giunto da Napoli apposta per rendergli omaggio. Proprio in questa chiesa, poco più di un mese fa, Mario si era sposato. «Ricordo ancora quella bellissima cerimonia – spiega una conoscente del vicebrigadiere – quel giorno piangemmo di gioia, oggi piangeremo di dolore. Che peccato, un bravo ragazzo che non doveva avere questa sorte».
I banchi della chiesa sono completamenti pieni e decine di persone sono in piedi nelle navate laterali. Altre decine di persone, oltre i volontari della Protezione Civile e ai militari, sono sul piazzale esterno, dove sono allineate le corone di fiori del presidente della Repubblica, dei presidenti del Senato e della Camera, del ministro della Difesa, del comando generale dell’Arma dei carabinieri e della compagnia Roma Centro, alla quale apparteneva il militare. Il picchetto di onore dei carabinieri, in alta uniforme, renderà gli onori a Cerciello Rega.La cerimonia funebre è officiata dall’Ordinario militare monsignore Santo Marcianò: «Mario era fiero di essere carabiniere e come tale aiutava tutti quelli che incontrava sul suo cammino, nessuno escluso. Non chiediamo al Signore perché ce lo ha tolto, ringraziamolo per avercelo donato», ha detto l’arcivescovo dopo aver salutato per nome i familiari del vicebrigadiere ucciso. «Quanto è accaduto è ingiusto», e «ci spinge, oggi, a levare un grido che si unisce alla tante e diverse voci che in questi giorni hanno formato un unico coro, testimoniando la straordinarietà dell’uomo e del carabiniere Mario, ma anche chiedendo giustizia e che eventi come questo non accadano più. Basta! Basta piangere servitori dello Stato, figli di una Nazione che sembra aver smarrito quei valori per i quali essi arrivano a immolare la vita», l’urlo dell’Ordinario militare.
«Mario – ha detto monsignore Marcianò – ha servito persino la vita dei criminali, anche di colui che lo ha accoltellato e che, certamente, egli avrebbe voluto difendere dal dramma terribile della droga che disumanizza e rende vittime dei mercanti di morte, soprattutto i giovani». «I suoi colleghi riferiscono di come incarnasse a perfezione la missione del carabiniere, con competenza e destrezza ma anche con una dedizione e una cura della persona superiori a ogni regolamento scritto; era capace di vegliare una notte intera in ospedale, accanto a una madre vedova e alla figlia, o di provvedere ai pasti e alla dignità dei criminali arrestati. Il suo sorriso ha occupato in questi giorni le prime pagine dei giornali, testimonianza di una non comune capacità di donare amore, amicizia, gioia. Era la sua vita, perciò ha potuto servire la vita fino alla fine, offrendo una lezione indimenticabile che lascia senza parole e ha fermato l’Italia, con una partecipazione di popolo poche volte registrata».
Poi l’appello alle istituzioni: «Fate anche voi, responsabili della cosa pubblica, della vita degli altri il senso della vostra vita, consapevoli che quanto operate o non operate è rivolto a uomini concreti: a cittadini e stranieri, a uomini e donne delle Forze Armate e forze dell’ordine, ai quali non possiamo non rinnovare il grazie e l’incoraggiamento della Chiesa e della gente. E se voi e tutti noi sapremo meglio imparare, da uomini come Mario, il senso dello Stato e del bene comune, l’Italia risorgerà. Risorga il senso della giustizia, della legalità, del dovere e della fraternità, a partire dagli uomini delle istituzioni, chiamati a riscoprire l’alto senso etico della propria responsabilità, rifuggendo politiche di interessi, conflitti e corruzione, e perseguendo le autentiche priorità del proprio impegno. Non è nostro compito dire se servano leggi più rigide o soltanto leggi più giuste, ma una cosa osiamo chiedervela: Metteteci il cuore!».
Alla solenne concelebrazione prendono parte il vescovo di Nola, Francesco Marino, tutti i parroci di Somma Vesuviana e numerosi cappellani militari. La moglie, Rosa Maria Esilio, leggerà una preghiera. Anche il comandante dell’Arma dei carabinieri, generale Giovanni Nistri, parlerà brevemente mentre al termine della cerimonia monsignore Marcianò leggerà la preghiera del carabiniere. Sono presenti anche i componenti dell’associazione cavalieri di Malta della quale Cerciello Rega faceva parte per svolgere attività di volontariato.
Poco prima di mezzogiorno è giunto il ministro degli Interni Matteo Salvini, accolto da applausi nella chiesa Santa croce di Santa Maria del pozzo a Somma Vesuviana. Al suo ingresso alcune anziane signore lo hanno intercettato dicendogli: «Proteggete i nostri ragazzi». Subito dopo sono arrivati anche il vicepremier Luigi Di Maio e il presidente della Camera Roberto Fico. Tra le altre autorità giunte in chiesa, i ministri Trenta e Costa, il sottosegretario alla Difesa Tofalo, il vicepresidente del Senato La Russa, la medaglia d’oro al valore militare Gianfranco Paglia e il sindaco di Roma Virginia Raggi. Palloncini bianchi con un cuore viola è la scritta «Ciao Mario» sono stati preparati da un gruppo di giovani e saranno liberati in cielo all’uscita del feretro dalla chiesa.




