Tanti auguri a Paolo Virzì regista e sceneggiatore

Tanti auguri a Paolo Virzì, sceneggiatore e regista. Figlio di un carabiniere siciliano e di madre livornese, dopo aver trascorso l’infanzia a Torino (abitando prima nel quartiere Santa Rita e poi a Mirafiori Nord, dove frequenta la scuola elementare cresce nel quartiere popolare livornese delle Sorgenti, coltivando sin da piccolo la passione per la letteratura. Tra i suoi scrittori più amati vi sono Mark Twain e Charles Dickens, padri di quel romanzo di formazione che servirà da modello per le sue future sceneggiature. 

Forse l’unico vero erede di Mario Monicelli nella difficile arte di far ridere e riflettere allo stesso momento. Livornese di nascita e per spirito caustico, esordisce con La Bella Vita nel 1994, ed è veramente un bell’esordio: nella Piombino ormai strozzata dalla fine dell’industria siderurgica , si inventa una storia di tentativo di riscatto e di ricerca di una vita migliore nell’Italia degli imbonitori da televisione, con una Sabrina Ferilli mai stata così brava e convincente nella sua carriera. La tematica delle difficoltà di vivere in una nazione, quella italiana, del soffitto di vetro che, solo in apparenza garantisce opportunità e libertà ma alla luce dei fatti, castra giovani e classi popolari è molto ricorrente nella sua opera, soprattutto all’inizio, con quello che per molto tempo è stato il suo film più popolare, Ovosodo (1997), dedicato alla sua Livorno, e in Baci e Abbracci (1999). Si perde per un paio di anni (tra cui il non riuscitissimo N e Io, del 2006 ambizioso parallelismo tra Napoleone, qui esiliato all’Elba e Silvio Berlusconi), ma dal 2008 azzecca 3 tra i migliori film prodotti in Italia negli ultimi 10 anni, ovvero Tutta La Vita Davanti, denuncia delle condizioni alienanti dei Call Centre e del mondo lavorativo giovanile in genere; La Prima Cosa Bella (2010), straordinario spaccato dell’Italia dagli anni 70 ai primi anni 2000 che riporta protagonista Stefania Sandrelli; e soprattutto Il Capitale Umano(2013), ambizioso (e stavolta riuscito) trasposizione in Brianza di un libro di Richard Avedon e lucida analisi della disumanità della nostra cultura fatta di finanza e reciproco sfruttamento, arrivato al capolinea. Dopo l’esordio ad Hollywood  conElla & John: The Leisure Seeker, ritorno in patria lo scorso anno con Notti Magiche.

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