Torna la Sagra del carciofo bianco del Tanagro dal 27 al 1° maggio nel borgo di Auletta (Salerno)

Tornerà a fine aprile, come d’abitudine, l’appuntamento con Bianco Tanagro: festival dedicato al carciofo bianco del Tanagro ed al suo territorio. Un’edizione importante, quella alle porte, che celebrerà il decennale della kermesse. L’inaugurazione, prevista il 27 aprile alle ore 17, darà il via alle innumerevoli attività che compongono il fitto programma di Bianco Tanagro, nato da un’idea di Giuseppe Lupo e organizzato da sempre dalla Pro Loco di Auletta.

Dieci anni fa non potevo immaginare saremmo arrivati a questo punto, eravamo mossi dal desiderio di fare qualcosa per il nostro territorio e dare una speranza ai nostri giovani, e – anche se la strada è ancora lunga – penso che possiamo dire di esserci riusciti. Siamo orgogliosi, soddisfatti ma anche pronti a migliorare sempre di più”, racconta Lupo.  

Dallo scorso anno il festival ha azzerato la presenza di plastica ed ha lanciato le family bag per portare a casa ciò che non è stato consumato ai tavoli. Dunque sostegno all’ambiente e lotta aperta allo spreco alimentare. Nelle cucine, come sempre, ci saranno i contadini di Auletta che producono il carciofo bianco e proporranno il proprio prodotto, declinandolo nelle ricette locali e della tradizione. Centrali le “Tabernae Parlanti”, ovvero i salotti gastronomici condotti dalla giornalista gastronomica Antonella Petitti, dove ogni giorno si alterneranno esperti del settore, chef, pasticceri, pizzaioli, sommelier e rappresentanti istituzionali. L’obiettivo è accendere i riflettori sulla versatilità del carciofo bianco, nonché continuare a riflettere su quanto sia possibile fare per favorire la crescita sostenibile dei piccoli centri d’entroterra e della loro agricoltura familiare. Di grande impatto, da qualche anno, il contemporaneo “Bianco Festival” che si svolge in maniera itinerante tra le strade di Auletta e che lì porta i migliori artisti di strada. A ricevere l’ormai ambito “Carciofo d’Oro” quest’anno saranno gli inquilini di Casa Surace, i quali hanno promesso di mettersi ai fornelli e raccontare “a modo loro” la straordinarietà del “guerriero” dal cuore tenero.

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