Omicidio Sana, tutti assolti, la giovane uccisa perché voleva sposare un italiano, per il giudice: “Non ci sono prove”

Un tribunale di Gujrat, in Pakistan, ha assolto tutti i familiari accusati dell’omicidio di Sana Cheema, cittadina italiana di origini pakistane uccisa nell’aprile del 2018 perché, secondo l’accusa, voleva sposare il fidanzato di Brescia contro il parere della famiglia. Secondo quanto riporta ‘Express News’, il giudice Amir Mukhtar Gondal ha infatti disposto il rilascio del padre di Sana, Ghulam Mustafa Cheema, dello zio Mazahar Cheema e del fratello Adnan dopo un processo durato 11 mesi per carenza di prove e assenza di testimoni. Sana è stata uccisa a 26 anni a Mangowal, in Pakistan. L’autopsia ha rivelato che è deceduta per strangolamento. Poco dopo la polizia ha arrestato il padre, il fratello e lo zio della vittima, spiegando che il genitore aveva ammesso di aver strangolato la figlia con un pezzo di stoffa. Successivamente il padre ha ritrattato. “Che vergogna! – ha commentato il ministro dell’Interno, Matteo Salvini – Se questa è ‘giustizia islamica’ c’è da aver paura. Una preghiera per Sana. Scriverò al mio collega, il ministro dell’Interno pakistano, per esprimere il rammarico del popolo italiano”.

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