Ucraina, parlano le profughe giunte a Napoli: “Costrette a fuggire dalla guerra, ora sappiamo di essere al sicuro ma aspettiamo la pace per tornare a casa dai nostri mariti”
“Abbiamo viaggiato per due giorni, con il bus dall’Ucraina dell’est. Aspettavamo da diversi giorni ma alla fine abbiamo deciso di lasciare casa. Avevamo paura per i bambini perché la città è stata bombardata di nuovo e quindi abbiamo deciso di scappare”. Così Ulliana, profuga dall’Ucraina, racconta i suoi ultimi giorni traumatici al suo arrivo a Napoli, accolta da sua sorella che vive qui e che ora l’ha accompagnata alla Mostra d’Oltremare per il permesso sanitario e il controllo sul covid con il tampone. “Mia sorella – spiega – vive a Napoli da tempo, ci siamo sentite spesso in questi giorni e lei mi ha proposto di venire qui. Ho deciso di accettare solo per i bambini e siamo scappate da casa. Ho lasciato in Ucraina i miei genitori e mio marito, è stato molto duro partire senza di loro. Mio marito è rimasto lì a combattere, è un muratore ma ora si è arruolato e sta proteggendo la città dai russi. Non sappiamo cosa aspettarci dal futuro, stiamo aspettando la pace, ma intanto sappiamo che la guerra continua, stamattina mio marito mi ha detto che ci sono stati bombardamenti aerei. Ora noi siamo qui ma non vediamo l’ora di tornare in patria, appena finisce la guerra torniamo nella nostra città”. In coda per il permesso sanitario c’è anche Angelica che viene da Djetoner, cittadina vicino a Kiev. “Mia madre – racconta – lavora a Napoli da 12 anni e quindi ho deciso ora di raggiungerla perché adesso la situazione è molto pericolosa, tutta la nazione è attaccata dalla Russia e mia madre mi ha detto di venire a Napoli per stare sicura. Ho qui i figli e i nipoti. Siamo venuti con due nostre automobili, siamo stati sei giorni in viaggio per le lunghe distanze e i controlli e ora siamo arrivati. Ora qui sappiamo di essere al sicuro ma stiamo aspettando la fine della guerra per tornare a casa”.
