Strage discoteca “Lanterna Azzurra” di Corinaldo, tutti condannati

Sono stati condannati, con pene dai 10 ai 12 anni, tutti gli imputati nel processo per i fatti della discoteca “Lanterna Azzurra” di Corinaldo, nell’Anconetano. Per i sei della banda dello spray sono stati riconosciuti tutti i campi di imputazione tranne l’associazione per delinquere. Nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018 morirono nella calca cinque minorenni e una madre di 39 anni. La sentenza di primo grado è stata emessa con il rito abbreviato dal gup Paola Moscaroli che ha confermato l’omicidio preterintenzionale e fatto cadere l’accusa associativa.

“La procura della Repubblica prende atto della decisione del giudice – commenta la procuratrice capo Monica Garulli – e si riserva di valutare le motivazioni della sentenza quando saranno depositate – mi sembra doveroso sottolineare come grazie all’impegno e agli investigatori ci sia stata una celere risposta da parte delle Istituzioni dello Stato. La sentenza è infatti intervenuta a un anno e mezzo di distanza dai fatti”. Per i sei, tutti tra i 21 e i 23 anni, i pubblici ministeri avevano chiesto pene dai 16 ai 18 anni di carcere. Non è stata riconosciuta l’associazione a delinquere. “Siamo delusi – ha detto uscendo dall’aula il fratello di Benedetta Vitali – non ci aspettavamo questa decisione, siamo amareggiati. Aspettiamo l’altro processo”.

“E’ una sentenza importante, l’impianto accusatorio ha retto, a prescindere dal non riconoscimento dell’associazione per delinquere”. Così, all’Adnkronos, l’avvocato Cristian Piccioli, legale della famiglia di Asia Nasoni, morta a 14 anni nella strage. “Come parte civile riteniamo però che questo sia solo il primo tempo – dice – ora arriva il secondo sulla sicurezza del locale e che coinvolge istituzioni, il gestore del locale, i proprietari. Ma una parte di giustizia è stata fatta”.

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