Latitante del clan Contini arrestato in un’operazione internazionale di polizia a Santo Domingo, con lui in manette altri due napoletani, l’uomo aveva il compito di riciclare il denaro del clan in attività imprenditoriali

Tre napoletani, latitanti, sono stati messi in manette nel corso di un’operazione internazionale (“Open world”) che ha condotto le forze dell’ordine a Santo Domingo. Con loro arrestati altre cinque ricercati di nazionalità italiana, tra cui una donna. L’operazione è stata il risultato di mesi di attività svolte sia in Italia sia all’estero dallo Scip, basate sull’analisi di migliaia di informazioni desunte dalle ordinanze di custodia cautelare, dalle sentenze di condanna, dai fascicoli delle diverse forze di polizia, che sono servite a ricostruire la vita e la rete di relazioni dei latitanti, utili per la loro ricerca anche sulle fonti aperte e sui social network. I rapporti di collaborazione di Interpol Italia con i colleghi della Repubblica Dominicana hanno fatto il resto, consentendo di realizzare comunque una maxi operazione che avrebbe dovuto concludersi a marzo e che era invece stata congelata a causa del lockdown. I napoletani arrestati sono Salvatore Vittorio, 55 anni; Luigi Capretto, 50 anni; Salvatore Galluccio, 52 anni.

Vittorio, colpito da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Napoli – in carico al Reparto Anticrimine del Ros dell’Arma dei Carabinieri di Napoli – per reati come l’associazione a delinquere di tipo mafioso e il riciclaggio, è secondo gli inquirenti legato al clan camorristico Contini e ricercato a livello internazionale. Il clan ha trasferito nel territorio della Repubblica Dominicana ingenti somme di denaro, di chiara provenienza illecita, che Salvatore Vittorio e suo fratello Raffaele avevano – secondo gli investigatori – il compito di riciclare in attività imprenditoriali locali. Il latitante è stato fermato a Santiago de Los Caballeros (a circa 150 km dalla capitale) mentre usciva dalla propria abitazione per portare i figli a scuola. Capretto, è stato messo in manette su mandato di cattura in ambito nazionale. Risulta condannato dalla Procura di Arezzo ad oltre 8 anni di reclusione: anche lui per reati connessi al traffico di sostanze stupefacenti, con provvedimenti in carico ai carabinieri di San Giovanni Valdarno. Viveva a Santo Domingo, perfettamente integrato nella realtà locale.

 
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