Attore, doppiatore e produttore cinematografico italiano, avrebbe compiuto oggi 73 anni Flavio Bucci indimenticabile “Ligabue” in tv
Nato da una famiglia molisano-pugliese originaria di Casacalenda in provincia di Campobasso, e di Orta Nova in provincia di Foggia, si formò professionalmente presso la Scuola del Teatro Stabile di Torino, dopodiché fu chiamato al cinema da Elio Petri, che lo volle, dapprima, nel ruolo di un collega di Gian Maria Volonté ne La classe operaia va in paradiso (1971), per poi affidargli il ruolo da protagonista nel film La proprietà non è più un furto (1973). Nel 1977 si fece conoscere dal grande pubblico interpretando lo sceneggiato televisivo RAI Ligabue, diretto da Salvatore Nocita, con il quale tornerà a lavorare nei Promessi sposi (1989); sempre per il piccolo schermo, recitò nella Piovra (1984) di Damiano Damiani e in L’avvocato Guerrieri – Ad occhi chiusi (2008) di Alberto Sironi.
Dopo aver lavorato con Giuliano Montaldo nei film L’Agnese va a morire (1976) e Il giorno prima (1987) e nel televisivo Circuito chiuso (1978), interpretò per il cinema i suoi ruoli più famosi come caratterista: il prete Don Bastiano in Il marchese del Grillo (1981) di Mario Monicelli, Tex e il signore degli abissi (1985), Secondo Ponzio Pilato (1987), Teste rasate (1993), Il silenzio dell’allodola (2005) e Il divo (2008) di Paolo Sorrentino. Sposò l’attrice Micaela Pignatelli, dalla quale ha avuto due figli, Alessandro e Lorenzo. Ha avuto un terzo figlio, Ruben, dalla seconda moglie, la produttrice olandese Loes Kamsteeg. Nel 1996 fu candidato per L’Ulivo alle elezioni politiche nel collegio uninominale della Camera di Roma Trieste, ma non risultò eletto per meno 300 voti. Muore il 18 febbraio 2020, a 72 anni, colpito da un infarto nella sua abitazione di Passoscuro, nel comune di Fiumicino, dove risiedeva da anni; dopo i funerali, la salma è stata tumulata presso il Cimitero di Prima Porta, accanto al padre Amedeo.
