Buon compleanno ad Alberto Angela che compie oggi 58 anni. Paleontologo, divulgatore scientifico, conduttore televisivo, giornalista e scrittore italiano. E’ molto apprezzato per le sue doti di divulgatore per il piccolo schermo

Buon compleanno ad Alberto Angela che compie oggi 58 anni. E’ un  paleontologodivulgatore scientificoconduttore televisivogiornalista e scrittore italiano.

Nato a Parigi nel 1962 e figlio del noto divulgatore scientifico Piero Angela e di Margherita Pastore in Angela, accompagnò spesso il padre nei suoi viaggi sin da bambino. Dopo essersi diplomato in Francia, si iscrisse al corso di Scienze Naturali all’università La Sapienza di Roma, laureandosi infine con 110 e lode e un premio per la tesi, poi pubblicata. Continuò gli studi frequentando diversi corsi di specializzazione in università degli Stati Uniti d’America (HarvardColumbia UniversityUCLA), approfondendo la paleontologia e la paleoantropologia. È sposato con Monica Angela e ha tre figli: Riccardo (1998), Edoardo (1999) e Alessandro (2004). Parla correntemente italianoinglesefrancese e swahili.

Attività di ricerca

Durante oltre 10 anni svolse attività di scavo e di ricerca sul campo, partecipando a spedizioni internazionali alla ricerca dei resti fossili di antenati dell’uomo (paleoantropologia) nell’allora Zaire (oggi Repubblica Democratica del Congo), a Ishango, nel 1983 e nel 1984; in Tanzania (Olduvai e Laetoli) nel 1986, 1987 e 1988; nel Sultanato dell’Oman nel 1989, in Etiopia (valle dell’Awash) e in Mongolia nel deserto del Gobi, alla ricerca anche di resti di dinosauri e di mammiferi primitivi, nel 1991. Nel 1986 partecipò alla spedizione e allo scavo nella Gola di Olduvai, che portarono alla scoperta dei resti fossili di un ominide vissuto 1,8 milioni di anni fa (OH62): una forma molto arcaica del genere Homo, con un’anatomia che suggerirebbe l’abitudine di salire ancora sugli alberi. Nel 1991, in Etiopia, durante una spedizione internazionale alla ricerca di fossili di uomini preistorici, la colonna di fuoristrada di ricercatori nella quale si trovava, alla guida di un mezzo, cadde in un’imboscata tesa da tribù bellicose (Issa e Boimah) con sparatoria dalla quale uscì illeso.

Attività di divulgazione scientifica

Alla propria attività di studioso ha fatto seguito la professione per la quale è più noto, quella di divulgatore scientifico, in particolare attraverso la televisione. Ha realizzato in questo settore riprese e servizi in tutti i continenti, su siti archeologici e paleontologici, centri di ricerca, santuari naturalistici e anche su etnie e culture in via di estinzione come Wairuru (Ande Peruviane), Hmong e Dao Rossi (confini Vietnam e Cina), Hazda (Tanzania meridionale), Boscimani (Namibia) e Pigmei (Congo).

Televisione

Per quanto in questo abbia seguito le orme del padre, gli esordi sono stati fortunosi: cominciò a lavorare come conduttore per la Televisione Svizzera Italiana (RTSI) dopo essersi fatto notare per la sua comunicatività in seguito a un’intervista da lui rilasciata.[9] Nel 1990, infatti, per questa emittente ideò, scrisse e condusse in studio il programma Albatros, una serie di 12 puntate di divulgazione scientifica. La serie fu in seguito riproposta in Italia da Telemontecarlo, segnando così il suo esordio italiano.

Nell’ambito dei programmi televisivi, come autore, tuttavia iniziò nel 1989, partecipando alla realizzazione di due documentari per la Rai, nelle savane del SerengetiUna giornata di 2 milioni di anni fa e Leopardo. Poi concepì e scrisse assieme al padre Il pianeta dei dinosauri, trasmesso da Rai 1 nel 1993, per il quale realizzò tutti i suoi interventi sui siti paleontologici più importanti di vari continenti anche in francese e in inglese, per le vendite all’estero del programma. È anche uno degli autori dei programmi: Superquark, (originato da Quark, da una costola del quale è nato anche Quark Atlante – Immagini dal pianeta, nel 1997); Quark Speciale, e Viaggio nel cosmo per Rai 1: anche in questo caso, per Viaggio nel cosmo, tutti i suoi interventi nei principali siti di ricerca spaziale furono realizzati in inglese e francese per le vendite all’estero. Nel 1997 per Superquark fu il primo con la sua troupe ad entrare (subito dopo la sua scoperta) e a realizzare un servizio televisivo nella più grande tomba egizia mai scavata (KV5, nella Valle dei Re), opera voluta da Ramses II per i suoi figli e costituita da 130 tra stanze e corridoi. Nel ’98, sempre per lo stesso programma, durante una permanenza in Antartide per la realizzazione di alcuni servizi televisivi si trovò assieme alla troupe a filmare a circa 30 gradi sotto lo zero. Ancora prima, per una trasmissione “Viaggio nel cosmo” del 1996 dedicata all’esplorazione spaziale, realizzò un servizio “galleggiando” nell’aria in condizioni di assenza di gravità simulata, viaggiando a bordo di un A300 utilizzato dagli astronauti europei per addestrarsi (il volo creò ben 30 volte di seguito queste condizioni sorvolando l’Atlantico).

È inoltre l’autore e conduttore del programma Passaggio a Nord Ovest, su Rai 1. Ancora nel 1998 fu il commentatore sul campo della versione italiana della serie di documentari Big Cat Diary dedicata ai grandi felini africani, realizzata in coproduzione tra la Rai e la BBC e girata interamente nella riserva di Masai Mara, in Kenya. In questo settore ha avuto anche un’esperienza come “voce narrante”, quando per il Museo di Storia Naturale di New York prestò la sua voce per la versione italiana di un filmato realizzato con tecnologie di realtà virtuale e dedicato all’esplorazione dell’universo. Per la versione inglese di questo filmato, proiettato quotidianamente nel Museo, prestarono la voce personaggi fra i quali Tom HanksHarrison FordJodie Foster e Liam Neeson. È il conduttore e assieme al padre anche l’autore del suo programma, Ulisse – Il piacere della scoperta, in onda dal 2000 su Rai 3, la cui prima edizione vinse il Premio Flaiano per la televisione. Nel 2002, mentre si trovava nel deserto del Sahara ai confini tra l’Algeria e il Niger, per realizzare una puntata di Ulisse – Il piacere della scoperta, fu vittima di una rapina . È curatore e conduttore della serie di documentari di arte Stanotte a…, in onda dal 2015 su Rai 1.

Per la satira televisiva, nel 2001 fu oggetto dell’imitazione da parte di Neri Marcorè nella trasmissione L’ottavo nano. Alberto Angela gradì l’imitazione di Marcorè al punto da aver preso parte ad uno degli sketch del comico. Per Rai 1 ha realizzato il programma Meraviglie, andato in onda nel gennaio 2018 e riproposto anche nel marzo-aprile 2019 e nel gennaio-febbraio 2020. A settembre-ottobre 2018 invece Ulisse – Il piacere della scoperta, dopo 18 anni di Rai 3, debutta su Rai 1 con quattro nuove puntate che riscuotono un grande successo (la prima e l’ultima fanno 4 milioni di telespettatori circa per il 21% e 22,5% di share). Giornalista pubblicista, ha collaborato con vari quotidiani e periodici, tra i quali La StampaAironeEpoca e La Voce di Indro Montanelli.

Nel 1988 pubblicò un saggio sulle nuove tecniche d’interattività nei musei scientifici, intitolato Musei (e mostre) a misura d’uomo. Come comunicare attraverso gli oggetti. Assieme al padre ha scritto vari libri di divulgazione scientifica: La straordinaria storia dell’uomo (Mondadori, 1989), La straordinaria storia della vita sulla Terra (Mondadori, 1992), Il Pianeta dei Dinosauri (Mondadori, 1993), Dentro al Mediterraneo (Mondadori, 1995), La straordinaria storia di una vita che nasce. Nove mesi nel ventre materno (RAI-Eri-Mondadori, 1996), Squali (Mondadori, 1997), Viaggio nel Cosmo (Mondadori, 1998), Mostri marini (Mondadori, 2001). A questi sono seguiti: Una giornata nell’Antica Roma. Vita quotidiana, segreti e curiosità (Mondadori, 2007), Impero (Mondadori, 2010) e Amore e sesso nell’antica Roma (Mondadori, 2012).

Nel novembre 2015 uscì il libro San Pietro (Rizzoli), incentrato sulla famosa basilica. Sempre lo stesso anno, grazie ai proventi derivati dalla vendita dell’opera I tre giorni di Pompei (Rizzoli, 2014), fu possibile restaurare l’affresco Adone ferito dell’omonima casa pompeiana. Nel 2016 esce, sempre per l’editore Rizzoli, Gli occhi della Gioconda. Il genio di Leonardo raccontato da Monna Lisa dove, come suggerisce il titolo, il divulgatore racconta la vita di Leonardo e le sue principali opere adottando un punto di vista insolito e originale: i dettagli del celebre dipinto divengono così il pretesto per svelare e raccontare non solo il modus operandi del genio rinascimentale, ma anche i luoghi più significativi in cui il maestro si trovò a operare.

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