Coronavirus, in Campania il picco si avrà a fine aprile e inizi maggio, questa la previsione del Governatore De Luca

Mentre c’e’ una fase di stabilizzazione al Nord, “come era prevedibile i contagi stanno crescendo al Sud” e in Campania “contiamo di avere il picco tra fine aprile e inizio maggio, per avviarci poi verso una riduzione dei contagi fino allo zero”. E’ la previsione del presidente della Regione, Vincenzo De Luca, che assicura in diretta facebook come l’andamento dei casi di positivita’ si mantenga in linea con le previsioni dell’algoritmo. “Siamo in una situazione di assoluta tranquillita’”, precisa, anche se “abbiamo registrato rilassamenti intollerabili”, tanto che “ho dovuto chiedere l’invio di altri 300 militari in Campania, perche’ ci sono troppe realta’ in cui c’e’ una disinvoltura che fa paura”. De Luca spiega che se “se non avessimo avuto le due zone rosse nel Vallo di Diano e nell’area di Ariano Irpino, oltre ad alcune situazioni particolarmente pesanti nelle residenze per anziani, oggi saremmo anche al di sotto di questi dati”.

L’esodo massiccio dal Nord, invece, puo’ essere la causa di una “maggiore presenza di giovani contagiati, un dato piu’ alto rispetto alla media nazionale”. Adesso “bisogna stringere i denti”, sottolinea il ‘governatore’, che ribadisce la propria contrarieta’ sulla circolare del Viminale, in particolare sulla possibilita’ di passeggiare con i bambini. “Capiamo che la situazione e’ pesante – ragiona De Luca – ma la priorita’ e’ la vita e’ delle persone e piu’ siamo rigorosi prima ne usciamo, altrimenti rischiamo di dover chiudere i bambini in casa anche a giugno e a luglio”. Il presidente lancia anche un appello per le imminenti festivita’ pasquali. “Evitiamo assembramenti per attivita’ religiose – dice – ricordo che abbiamo avuto l’inquinamento di un’intera zona per due cerimonie religiose. Abbiate massimo rispetto per le ordinanze fatte”. Tornando all’analisi dei dati, De Luca fa poi notare che, alla crescita dei contagiati, non corrisponde l’aumento dei ricoveri in terapia intensiva. “E’ una cosa ancora da verificare – premette – ma e’ probabile che il virus in questi primi 40 giorni abbia perso una parte della sua aggressivita’”.

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