Napoli, i consumatori segnalano l’aumento dei prezzi in alcune botteghe, piu’ cari acqua e frutta

Se fare la fila davanti ai supermercati richiede ore di pazienza, e riempire il carrello on line intere giornate con consegna in data da destinarsi, a Napoli nelle vie eleganti del quartiere di Chiaia come nei vicoli dei Quartieri Spagnoli in molti scelgono le botteghe di zona, sempre molto fornite. Ma questi clienti, che impiegano a differenza degli altri meno tempo per rifornirsi, da qualche giorno sono alle prese con rincari a beni di prima necessita’ che in alcuni casi hanno superato il 100%, come per le confezioni di acqua, passate in alcuni casi da 1,60 euro a 3,20. Il pane alcuni negozianti sabato scorso l’hanno venduto a 3.10 euro al chilo, quando il prezzo medio in citta’ e’ di 2 euro. Pasta e passate di pomodoro non hanno subito rincari, tranne per i sughi pronti, dove si e’ arrivati a sfiorare i 2,50 euro a barattolo. Invariato il prezzo del riso. Nel fine settimana appena trascorso invece sono aumentati di 50 centesimi i prezzi di farina e lievito, quest’ultimo introvabile per buona parte della zona. Alcuni hanno chiesto ai forni panetti da mezzo chilo, pagati anche 4 euro l’uno. Prezzi pressoche’ invariati di latte, zucchero e sale e rincari di tra i 10 e 30 centesimi a confezione per il caffe’. 

Frutta e verdura invece sembrano essere diventati un bene di lusso, complice il clima e forse il rincaro nel trasporto. Aumenti spropositati per pomodorini (4 euro al chilo), per zucchine (3 euro), mele (2,50 euro), pere (2,80 euro), alimenti che prima andavano da un euro ai 2 al chilo, mentre le fragole vengono vendute anche a 6 euro al chilo. Diversa e’ la situazione a Fuorigrotta, quartiere piu’ polare, che non dista molto da Chiaia. Le botteghe hanno si’ aumentato i prezzi, ma non di molto. Nessun rincaro, per esempio nel pane venduto dai panifici di zona, mentre aumenti forti si sono registrati per frutta e verdura e, anche in questo caso, per l’acqua in confezione di plastica. Si passa da un euro in piu’ per ogni confezione di acqua naturale, fino a all’euro e mezzo in piu’ per quella frizzante. Per le passate di pomodoro semplici si sono invece registrati rincari di 50 centesimi a confezione in alcuni rioni di Fuorigrotta, mentre in altri su ogni confezione di pasta si sta pagando almeno 20 centesimi in piu’. Diversa la situazione nell’area collinare della citta’, un tempo zona di vacanza e poi, a meta’ del ‘900, quartiere residenziale della piccola e media borghesia.

Nei negozi di generi alimentari e nei fruttivendoli del Vomero e dell’Arenella non ci sono grossi problemi nell’approvvigionamento della merce e, in alcuni casi, si registrano lievi rincari sui prezzi di frutta e verdura. Nessuna variazione per pane, latte, acqua, passata di pomodoro e farina nelle attivita’ di vicinato, dove pero’ e’ quasi introvabile il lievito. Nel mercatino di frutta e verdura ad Antignano non varia il prezzo della maggior parte dei prodotti esposti sui banchi, per esempio le zucchine, vendute a 0,99 euro al chilo, o le patate (1 euro al Kg). In un paio di casi la zucca subisce un lieve rialzo, da 1,20 a 1,50 al Kg, cosi’ come il cavolo, a 1,99 al pezzo rispetto a 1,50. Nessun rincaro sulle mele annurche (1,50 euro al Kg), a differenza delle Golden (circa un euro in piu’) e delle pere Abate, che alcuni fruttivendoli vendono a 2,50 euro al chilo, con un rincaro di 80-90 centesimi rispetto al prezzo pre-coronavirus. I fruttivendoli della zona centrale del Vomero mantengono i soliti prezzi, che in generale sono leggermente piu’ alti rispetto ad altri quartieri della citta’.

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