Rientra in Italia Gennaro Arma, il comandante della nave da crociera Diamond rimasta bloccata in Giappone a causa dell’emergenza Coronavirus, con l’ufficiale anche altri 15 membri dell’equipaggio
“Sono contento ed emozionato di ritornare a casa. Sono consapevole del momento che sta passando il nostro Paese, sicuramente non e’ un momento facile. Io stesso al rientro restero’ a casa. So bene che non e’ semplice, non e’ semplice per nessuno, ma sono convinto allo stesso tempo che restando uniti questa situazione vada a migliorare e che tutti insieme ce la possiamo fare”. Lo ha detto a Sky TG24 Gennaro Arma, comandante della nave Diamond Princess, di ritorno in Italia dopo la quarantena in Giappone. “Trovo che nei momenti di difficolta’ ed emergenza il popolo italiano sia un popolo meraviglioso – premette – che tira sempre fuori il meglio. Rispettando le regole, le istruzioni che ci sono state date, rimanendo uniti e con spirito di sacrificio sicuramente usciremo fuori da questa situazione”. In valigia porto “un bel carico di emozioni – racconta Arma – un mix di emozioni che comprendono diverse fasi dell’emergenza che abbiamo affrontato”. Quando e’ stato rilevato il primo caso sulla nave, “la mia prima reazione e’ stata pensare alla salute delle persone a bordo, come preservare la loro salute e sicurezza. Era una situazione del tutto nuova, mai successa prima, era difficile poter immaginare come si sarebbe evoluta. C’e’ stato questo rapporto di fiducia nei miei confronti da parte dell’equipaggio e dei passeggeri sin dall’inizio e sono molto riconoscente per questo, ne saro’ per sempre grato”.
“Ho ricevuto tantissimi attestati di stima e lettere durante i giorni di quarantena a bordo da parte dei passeggeri – spiega Arma – centinaia e centinaia di lettere che io stesso leggevo. Cercavo nel mio piccolo di poter aiutare con un’azione o delle parole, rispondendo alle lettere. Col passare dei giorni e i casi positivi, coppie di marito e moglie venivano separate, perche’ la persona risultata positiva andava a terra in ospedale e il partner rimaneva a bordo. Ci sono state situazioni in cui abbiamo dato una mano affinche’ anche il partner, soprattutto se molto anziano, che era rimasto solo a bordo, potesse raggiungere il coniuge a terra”. “A bordo della nave – assicura il comandante – c’e’ sempre stato un ottimo rapporto di collaborazione tra le varie autorita’, sono molto soddisfatto del lavoro che e’ stato svolto a bordo, considerando le condizioni in cui eravamo e la situazione che ci siamo trovati a fronteggiare. Anzi, ci sono stati moltissimi momenti di distensione, soprattutto dopo una lunga giornata ci riunivamo a fare meeting e cercavamo anche di allentare la tensione che c’era. Momenti di tensione e di scontro mai”. La nomina a commendatore? “Quando la notizia e’ stata data era notte qui in Giappone, quindi mi sono risvegliato sommerso di messaggi ed email, e’ stato questo il modo in cui ho ricevuto la notizia”. Paura di risultare positivo? “Paura no, essendo stato per 30 giorni su una nave dove i casi di positivita’ erano numerosi avevo messo in considerazione che sarebbe potuto capitare, l’avrei affrontata in maniera tranquilla come deve essere”. E nel momento in cui si dovesse ripartire con le crociere “io saro’ assolutamente a bordo”.
