A sette mesi esatti dal barbaro omicidio del Carabiniere Mario Cerciello Rega, al via oggi il processo. Alla sbarra Finnegan Lee Elder e Gabriel Christian Natale Hjorth. La vedova chiede giustizia

Sono in aula del Tribunale oggi i due ragazzi americani che uccisero con 11 coltellate il vicebrigadiere dei Carabinieri Mario Cerciello Rega, originario di Somma Vesuviana. E’ cominciato in un’aula gremita il processo, a sette mesi esatti dall’omicidio, davanti ai giudici della prima Corte d’Assise di Roma. Sono decine i giornalisti, italiani e non, accreditati per assistere all’udienza. Finnegan Lee Elder, 18 anni, è considerato l’autore materiale dell’omicidio avvenuto la notte del 26 luglio nel quartiere Prati a poche centinaia di metri dall’hotel Le Meridien, in cui il giovane alloggiava insieme a Gabriel Christian Natale Hjorth.  Anche quest’ultimo è a processo perché presente durante l’omicidio e accusato di aver ingaggiato lo scontro fisico con il collega di Cerciello, Andrea Varriale.   Devono rispondere di concorso in omicidio, lesioni, tentata estorsione e resistenza a pubblico ufficiale.   La vigilia del processo è stata animata dalle anticipazioni del collegio difensivo. Secondo quanto riferito, le trascrizioni delle intercettazioni tradotte in italiano dalla Procura, riporterebbero contenuti diversi da quelle originali in inglese. I legali sostengono che quanto detto dagli indagati nelle intercettazioni, a genitori e avvocati nei giorni successivi all’omicidio, dimostrerebbero che i due non sapessero che Cerciello e il collega Varriale fossero carabinieri. Per questo hanno annunciato che presenteranno alla Corte la trascrizione con traduzione corretta di quelle intercettazioni. L’udienza è stata sospesa su richiesta delle difese che volevano esaminare gli statuti delle associazioni che hanno chiesto l’ammissione.

La vedova, invece, ieri sera ha diffuso, attraverso il suo legale, una nota con cui chiede che sia fatta giustizia per la morte del marito. La notte del 26 luglio, dopo un tentato acquisto di droga da parte dei due ventenni, non andato a buon fine, i due rubarono lo zaino di Sergio Brugiatelli, l’uomo incontrato in strada, a Trastevere, che aveva indicato loro il pusher. Brugiatelli chiese aiuto al 112, e Cerciello e il collega Andrea Varriale intervennero all’appuntamento fissato da Elder e Hjorth, che avevano chiesto a Brugiatelli 100 euro per restituire il maltolto. Quando i militari cercarono di bloccare i due americani, Elder reagì colpendo Cerciello con 11 coltellate prima di darsi alla fuga con l’amico. La mattina dopo, i carabinieri fermarono i due americani, che avevano dormito in una camera dell’albergo Le Meridien, poco distante dal luogo dell’omicidio. Erano pronti a lasciare l’Italia e avevano nascosto in un controsoffitto l’arma usata nell’agguato: un coltello a lama fissa lunga 18 centimetri tipo ‘Trenknife’ Kabar Camillus, modello marines, che Eder aveva portato dagli Stati Uniti, imbarcandolo nella stiva dell’aereo durante il volo di andata.

L’Arma dei Carabinieri scrive sui social:  “oggi, sette mesi esatti dall’assassinio di Mario Cerciello Rega. Carabiniere, marito, uomo che ha scelto di dedicare la sua vita al servizio degli altri.
Ci stringiamo attorno alla sua sposa Rosa Maria, fieri della memoria di Mario, del suo sacrificio e della nostra fiamma ardente che in lui vive“. #Carabinieri #PossiamoAiutarvi

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