Johnny Dorelli, nome d’arte di Giorgio Domenico Guidi, compie oggi 83 anni. Cantante, attore, conduttore radiofonico, pianista e conduttore televisivo italiano, un artista completo
Johnny Dorelli, nome d’arte di Giorgio Domenico Guidi, compie oggi 83 anni. Cantante, attore, conduttore radiofonico, pianista e conduttore televisivo italiano. Nasce a Milano il 20 febbraio del 1937 ma vive la sua infanzia a Meda. Figlio d’arte, nel 1948 si trasferisce negli Stati Uniti, dove suo padre Aurelio Guidi (morto nel 1958), cantante tenore con lo pseudonimo di Nino D’Aurelio, si era trasferito per lavoro insieme alla moglie Teresa. Studia il contrabbasso e il pianoforte alla High School of Music and Art di New York[1] e si fa notare in concorsi televisivi per giovani talenti, dove si esibisce con il nome d’arte di Johnny Dorelli (il cognome D’Aurelio storpiato dagli statunitensi). Esordiì nel 1951 a 14 anni con il 78 giri Arrotino/Famme durmì per “La voce del padrone“. Rientrò in Italia nel 1955 e fu messo sotto contratto dalla CGD di Teddy Reno, per la quale incise i primi 78 giri, cover di brani statunitensi.
Cantante confidenziale
Dorelli impose uno stile elegante e raffinato, lontano dai gorgheggi “all’italiana”. Uno stile che si ispirava al modello americano del crooner, che in Italia ebbe come esponenti cantanti come Natalino Otto, Fred Bongusto, Nicola Arigliano, Emilio Pericoli, Bruno Martino, Teddy Reno e altri. Il primo successo, del 1956, fu Calypso melody, inserita nella colonna sonora del film Totò, Peppino e le fanatiche in cui Dorelli recitava una particina. Altre famose canzoni del periodo sono: Tipitipitipso, Piccolissima Serenata, Concerto d’autunno, Non Ti Vedo, Refrain.
Pianista Jazz
Reduce dalla gavetta d’oltreoceano il giovane Dorelli inizia la carriera come pianista jazz, interpretando spesso classici appartenenti al cosiddetto “American Songbook” portando autori come Porter, Gershwin, Rodgers e tanti altri sulla nostra penisola, difatti in numerose sue incisioni dell’epoca (tra cui Love Me Or Leave Me, Lover, What Is Thing Called Love) il crooner di Meda è accreditato sia come pianista che vocalist. In seguito si dedicherà sporadicamente all’attività di musicista, se non come autore ed in alcune trasmissioni televisive dell’epoca (come Johnny Sette, Johnny Sera e Senza Rete), per poi ritornare in sala d’incisione solamente nel 1988 collaborando con la Doctor Dixie Jazz Band nel brano “Jeepers Creepers” inserito nel LP “The Band & The Friends“. Del periodo è da segnalare LP “Dance With” del 1957, prodotto per il mercato americano ed inciso interamente in inglese, nel quale Dorelli interpreta successi del momento (tra cui Calypso Melody, Bernardine, Love Letters In The Sand) in chiave jazz, accompagnato dall’orchestra di Jack Marshall e dai Jazzmen di Franco Pisano.
Il Musichiere
Nel 1957 fu scelto dalla RAI per prendere parte, insieme a Nuccia Bongiovanni, al Musichiere di Mario Riva ma fu sostituito dopo tre puntate da Paolo Bacilieri.
Il Festival di Sanremo
Gran Varietà
Nel 1968 interpreta la parte del conte Danilo nell’adattamento televisivo dell’operetta La vedova allegra, curato da Giuseppe Patroni Griffi e diretto da Antonello Falqui. Protagonista femminile dovrebbe essere Mina, ma le trattative con la cantante non vanno a buon fine, e il personaggio di Anna Glavary viene affidato a Catherine Spaak (che nelle parti cantate viene “doppiata” da Lucia Mannucci del Quartetto Cetra). Tra Catherine e Johnny nasce un legame sentimentale che durerà parecchi anni e che diventerà anche un legame artistico: risalgono infatti ai primi anni settanta alcuni brani interpretati in duetto da Dorelli e Spaak: Non mi innamoro più, Una serata insieme a te e Proviamo a innamorarci. Nel 1969 Dorelli presenta, insieme a Raimondo Vianello e alle gemelle Kessler, una controversa edizione di Canzonissima, bersagliata dalla stampa per lo spreco di denaro pubblico (avrà il più elevato costo per puntata di tutta la serie). A risollevare le sorti critiche del programma sarà Raimondo Vianello che, partito come semplice ospite, diviene presenza fissa in tutte le puntate. Inoltre, sempre nello stesso anno interpreta il brano principale del cartoon Un ragazzo di nome Charlie Brown. Dopo un periodo di crisi artistica, ritorna alla ribalta grazie al successo dello spettacolo teatrale Aggiungi un posto a tavola del 1974, portato anche in Inghilterra nel 1978 con Daniela Goggi e di Accendiamo la Lampada nel 1980. Tra il 1977 e il 1978 conduce con Mina la penultima edizione del programma radiofonico Gran varietà, in ogni puntata del quale interpreta con la cantante e con l’ospite di turno una fantasia musicale a tema (il tango, lo swing, la commedia musicale, le colonne sonore dei film italiani, le colonne sonore dei film stranieri, la canzone napoletana, la rivoluzione musicale di Renato Carosone, la hit parade, le canzoni di Bruno Martino, le canzoni dei bambini, la canzone latina, le sigle televisive).
Il cinema
Numerose sono le pellicole cinematografiche che lo vedono impegnato, con buon successo di incassi, in diversi ruoli nel filone della commedia all’italiana (Una sera c’incontrammo, La presidentessa, Spogliamoci così senza pudor, Mi faccio la barca, Sesso e volentieri, A tu per tu) o di attore drammatico (Pane e cioccolata, Agnese va a morire, Il mostro). Vanno ricordate su tutte alcune interpretazioni del suo periodo più maturo, nelle quali Dorelli riesce ad unire il suo tratto ironico e scanzonato ad una profonda umanità: è il caso del film di Marco Vicario Il cappotto di Astrakan, del 1979, tratto da un romanzo di Piero Chiara, o di State buoni se potete, del 1983, nel quale interpreta, sotto la regia di Luigi Magni, il ruolo di San Filippo Neri, con le musiche di Angelo Branduardi. Notevole nel 2005 la sua interpretazione nel film di Pupi Avati Ma quando arrivano le ragazze? e anche il film del 1981 Ciao nemico, ambientato durante la seconda guerra mondiale.
Gli anni della maturità
Diverse le sue attività, televisive, canore e cinematografiche che Dorelli ha continuato a seguire dagli anni ottanta ad oggi. Nel 1983, affiancato da Amanda Lear, Nadia Cassini, Gigi e Andrea e Gigi Sabani, conduce su Canale 5 la gara musicale Premiatissima che riesce persino a superare il Fantastico di Gigi Proietti. Nel 1984 conduce una nuova edizione di Premiatissima stavolta affiancato da Ornella Muti e Miguel Bosé; in questa edizione partecipano alla gara musicale molte “signore” della musica italiana: da Fiorella Mannoia a Orietta Berti, da Gabriella Ferri a Patty Pravo. Sempre per la televisione, nel 1984 interpreta il maestro Perboni nel Cuore di Luigi Comencini e nel 1988 La coscienza di Zeno di Sandro Bolchi. Nel 1985 guida la sua terza Premiatissima affiancato da Nino Manfredi e da un’esordiente Sabrina Salerno. A questa edizione partecipano 4 gruppi musicali: I RoBoT (Little Tony, Rosanna Fratello e Bobby Solo), i Passengers, i Ricchi e Poveri e il Gruppo Italiano. Nel 1986 è alle prese con l’ultima edizione di Premiatissima, insieme a Enrico Montesano (in seguito sostituito da Lello Arena) e da una showgirl diversa ogni settimana: una di queste sarà Lola Falana in una delle sue ultime apparizioni televisive.
Dopo 3 anni, nel 1989, prende parte allo show su Canale 5 Finalmente venerdì assieme a Heather Parisi, Gloria Guida, Corrado Pani, Paola Quattrini e un giovanissimo Gioele Dix. Incide nel 1989 il 45 giri Mi son svegliato e c’eri tu di Alberto Testa e Augusto Martelli. Prende parte a una nuova edizione del Festival di Sanremo nel 1990, questa volta come conduttore assieme a Gabriella Carlucci, e l’anno successivo presenta il varietà del sabato sera Fantastico insieme a Raffaella Carrà. Dal 1995 è in tutti i teatri italiani insieme a Loretta Goggi con la quale interpreta Bobbi sa tutto. Lo spettacolo vince il premio Biglietto d’oro. Dal 1997 al 1999 è protagonista nuovamente con la Goggi, della sitcom di Canale 5 Due per tre, in onda la domenica pomeriggio all’interno del contenitore Buona domenica.
Nel 2002, Johnny Dorelli tornò al timone di una trasmissione di Rai1 presentando Sette in condotta in onda dal lunedì al venerdì alle 20.45, che aveva per protagonisti dei baby opinionisti che erano dieci bambini tra i sei e i dodici anni chiamati a commentare il fatto del giorno con la presenza in studio, dei protagonisti del fatto di cronaca al centro di ogni puntata. Nel 2004 torna alla musica con l’album Swingin che vende oltre centomila copie conseguendo il disco di Platino, seguito dal DVD Swingin’ Live. Del 2007 è la sua ottava partecipazione al Festival di Sanremo come cantante in gara (la prima nel 1958), con il brano Meglio così, pubblicando quello che resta a tutt’oggi, il suo ultimo album in studio, Swingin’ – Parte Seconda. Nel medesimo anno partecipa al gran galà delle 50 edizioni dello Zecchino d’Oro cantando Lettera a Pinocchio, che viene definita “la canzone regina dello Zecchino d’Oro”.
Nel 2011, riceve il riconoscimento speciale Leggio d’oro “Alberto Sordi“. Il 4 febbraio 2018, torna in tv, dopo sei anni di assenza, nella trasmissione di Fabio Fazio Che tempo che fa.
