Minori: Lamorgese, i clan camorristici di Napoli sono un “laboratorio” per le tecniche criminali

Quando si parla di minori e violenza c’e’ anche l’emergenza Napoli: i clan camorristici rappresentano per le fasce giovanili “fonti di apprendimento di tecniche criminali”, e non e’ un caso che le cosiddette ‘stese’ o le speranze vedano protagonisti ragazzi o giovanissimi. Per i quali la violenza e il mettersi a disposizione della criminalita’ e’ una sorta di ‘riconoscimento’ che vanno ad acquisire. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, in audizione davanti alla commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza.

La titolare dell’Interno ha rilevato che di recente e’ emerso il fenomeno delle baby gang “composte da giovani delinquenti che commettono reati in associazione con coetanei. Sono formazioni non organizzate strutturalmente, le cui azioni criminose sono reati contro il patrimonio o la persona che destano grave allarme sociale”. Ed e’ “soprattutto nell’area partenopea” che si assiste alla presenza di giovani armati autori delle cosiddette ‘stese’. Per Lamorgese, nelle regioni dove e’ radicata la presenza della criminalita’ organizzata “i minori possono essere una risorsa per la commissione di delitti di basso profilo e per lo svolgimento di funzioni di supporto logistico nei confronti degli affiliati”. E non a caso una “particolare attenzione” delle istituzioni al fenomeno e’ dedicata a Napoli “dove le organizzazioni di stampo camorristico costituiscono per i minori fonti di apprendimento di modelli delinquenziali, di tecniche criminali e di valori devianti dando luogo al fenomeno della cosiddetta ‘paranza’ dei bambini”.

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