Come prendersi cura degli occhi con l’arrivo del freddo, le raccomandazioni degli esperti

Gli occhi sono una delle parti più delicate del corpo umano e soffrono di più con la maggior intensità della luce solare in estate. Tuttavia, secondo gli esperti di www.clinicabaviera.it, uno dei più importanti centri di oftalmologia in Europa, possono essere danneggiati anche dagli sbalzi termici che in Italia di solito si verificano nel tardo autunno e all’inizio dell’inverno, quando a giornate di sole splendente si alternano giorni in cui all’improvviso le temperature scendono in picchiata.  Tra i disturbi più comuni di cui si soffre in questo periodo ci sono occhi secchi, congiuntivite virale, infezioni, piccole irritazioni o ulcere. Niente di grave naturalmente, basta accorgersene per tempo e rivolgersi a uno specialista; ma ci sono anche delle piccole precauzioni che possono essere adottate per evitare che questi fastidi insorgano. Alcune sono molto semplici: per migliorare la salute degli occhi nei mesi più freddi dell’anno è importante utilizzare sempre occhiali da sole appropriati, fare attenzione all’igiene e idratare gli occhi. Il freddo, i riscaldamenti negli ambienti chiusi, il vento o l’intensa esposizione ai raggi ultravioletti durante la pratica di sport sulla neve possono causare prurito, bruciore e visione offuscata. Per evitare questi fastidi si possono seguire i consigli dei medici di Clinica Baviera Italia, vere e proprie linee guida per proteggere gli occhi in questo periodo dell’anno:
Non strofinare gli occhi
Con l’arrivo del freddo arriva anche il vento che spesso favorisce la penetrazione di corpi estranei negli occhi; in questo caso si raccomanda di non strofinarli e lavarli rapidamente con acqua o lacrime artificiali.

Aumentare l’idratazione
Gli sbalzi di temperatura che si verificano quando si passa dall’aria aperta ad ambienti chiusi dove i riscaldamenti sono molto alti influenzano la salute dell’occhio: al chiuso l’aria è secca e non c’è umidità e questo può provocare sensazione di bruciore e secchezza. Conviene quindi favorire l’idratazione dell’occhio utilizzando gocce di siero oculare o lacrime artificiali. Inoltre, è bene bere molta acqua.

Sbattere le ciglia
Sbattere spesso le ciglia aiuta a stimolare la produzione di lacrime in modo naturale e previene così lesioni oculari e secchezza dell’occhio.

Più frutta e verdura
Non si tratta solo di prendersi cura dei propri occhi, ma di seguire in generale una dieta sana che aiuti anche gli occhi. Mangiare bene ha effetti su tutto il nostro corpo, occhi compresi, contribuendo a mitigare la sindrome dell’occhio secco; è consigliabile includere nella propria dieta molta frutta e verdura, così come acidi grassi e omega 3.

Utilizzare umidificatori
In casa è importante avere degli umidificatori, soprattutto nelle camere da letto e controllare i riscaldamenti cercando di mantenerli a un livello non eccessivo per non avere un clima interno troppo secco che può nuocere anche alla vista.

Riposare corpo e occhi
Dopo una giornata in cui gli occhi sono stati esposti a tanti fattori e si è trascorso molto tempo all’aperto è consigliabile riposare la vista e non sforzarla con l’uso di computer, tablet, smartphone o altri dispositivi elettronici. Il riposo fa bene a tutto il corpo.

Non fumare o bere in modo eccessivo
Queste abitudini malsane possono portare a numerose patologie oculari come cataratta, glaucoma o problemi alla retina. Un consiglio da tenere presente in generale per il proprio benessere, non solo per la salute degli occhi.

Indossare occhiali da sole tutto l’anno
Gli occhi non devono essere protetti solo nelle giornate di pieno sole, anche le nuvole permettono al 90% della radiazione ultravioletta di passare, quindi è consigliabile proteggere gli occhi durante tutto l’anno indossando dei buoni occhiali da sole. Inoltre, sono essenziali per chi pratica gli sport invernali perché in montagna il sole è più vicino e il riverbero della neve moltiplica i raggi e, come se non bastasse, servono da barriera, impedendo alle particelle trasportate dal vento di penetrare negli occhi. Gli occhi non devono essere protetti solo nelle giornate di pieno sole, anche le nuvole permettono al 90% della radiazione ultravioletta di passare. È dunque consigliabile proteggere gli occhi durante tutto l’anno indossando dei buoni occhiali da sole, essenziali per chi pratica sport invernali in quanto, in montagna, il sole è più vicino e il riverbero della neve moltiplica i raggi. Gli occhiali servono inoltre da barriera, impedendo alle particelle trasportate dal vento di penetrare negli occhi.

Prestare attenzione ai sintomi
A volte i problemi agli occhi non si manifestano prima di quattro o sei ore dall’esposizione a condizioni meteorologiche avverse, quindi è importante prestare molta attenzione a eventuali sintomi anomali.

Andare dall’oculista
Sebbene tutti questi consigli siano validi, in presenza di sintomi come lacrimazione eccessiva, rossore, gonfiore delle palpebre, fotosensibilità, mal di testa, sensazione di corpo estraneo o visione offuscata, è opportuno consultare un oculista il prima possibile per evitare che la situazione diventi più grave.

Il Dott. Marco Moschi, Direttore Sanitario di Clinica Baviera Italia, spiega: “Gli occhi sono molto sensibili agli sbalzi di temperatura che si verificano nel tardo autunno e all’inizio dell’inverno e in questo periodo dell’anno è molto comune soffrire di occhi secchi; per evitarlo, è meglio proteggerli sempre con occhiali, idratarli con lacrime artificiali e in ambienti chiusi utilizzare umidificatori. Inoltre, se siete stati all’aperto per molto tempo e avete esposto gli occhi al freddo, al vento o all’inquinamento, è consigliabile riposare gli occhi per qualche minuto e non sforzarli troppo con l’abuso di computer e altri dispositivi elettronici. Con il freddo si registrano inoltre tassi elevati di quella che è conosciuta come congiuntivite virale: un tipo di congiuntivite causata dagli stessi virus che provocano l’influenza, i più comuni sono gli adenovirus. I sintomi più tipici sono arrossamento dell’occhio, secrezioni, gonfiore delle palpebre, e di solito dura circa 10 giorni. Ai primi sintomi la cosa migliore da fare è andare dall’oculista per individuare la terapia corretta”.

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