Arzano (Napoli), aveva ordigni esplosivi in casa, 23enne arrestato dai carabinieri. Secondo gli inquirenti non si escludono contatti del giovane con gruppi eversivi
All’esito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, i carabinieri della Tenenza di Arzano (Na) hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Napoli Nord, nei confronti di un uomo di 23 anni, residente in Arzano, per i reati di fabbricazione e detenzione illegale di ordigni esplosivi e crollo di costruzioni. Le attività investigative, condotte con l’ausilio degli artificieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Napoli e della Sezione Rilievi della Compagnia Carabinieri di Casoria (Na), hanno avuto inizio in seguito all’esplosione avvenuta lo scorso mese di luglio, in uno stabile ubicato in Arzano alla via Atellana che cagionava danni strutturali a due appartamenti attigui tali da rendere necessaria l’evacuazione precauzionale dell’intero palazzo. Le indagini, svolte con l’ausilio delle dichiarazioni rese da persone informate sui fatti, consentivano di raccogliere un grave quadro indiziario nei confronti dell’indagato nella cui abitazione sono stati rinvenuti numerosi ordigni artigianali di elevatissimo potenziale che venivano realizzati in condizioni di assoluta precarietà per unione di componenti chimici estremamente instabili e, quindi, altamente pericolosi.
Il “numero e qualita’” degli ordigni esplosivi trovati in casa di O.C., il 23enne di Arzano arrestato per aver provocato l’esplosione nel palazzo di via Atellana all’interno del suo appartamento, che ha danneggiato anche quello attiguo e ferito lui stesso e la madre, fanno ritenere che non si possano escludere suoi “contatti anche con gruppi eversivi”. Lo scrive il gip del tribunale di Napoli Nord, Antonio Santoro, anche in considerazione del fatto che la perquisizione nell’appartamento del ragazzo ha permesso di trovare, oltre a 32 ordigni preparati, anche una piccola collezione di libri su Adolf Hitler. A mettere i carabinieri sulla pista che portava alle sue responsabilita’, le dichiarazioni della madre del ragazzo, ma anche quelle di alcuni condomini, e, soprattutto, video postati prima sul suo profilo Fb, poi cancellato, e su Instagram. Ma anche il ritrovamento nel locale lavanderia dell’appartamento, uno di quelli devastati dalla deflagrazione del 8 luglio scorso che ha persino scagliato la ringhiera di un balcone in strada, di un cilindro di cartone che conteneva materiale esplodente, una circostanza tale da far pensare che l’accaduto avesse avuto proprio origine in quello stanzino.
