Operazione dei carabinieri tra Napoli, Milano e la Spagna contro truffe ad anziani, 51 arresti. Alcune delle persone finite in manette favorivano il clan camorristico Contini attivo in alcuni quartieri del centro di Napoli

Nelle province di Napoli e Milano, e in Spagna, operazione dei carabinieri del Comando provinciale di Milano che hanno eseguito due provvedimenti cautelari emessi dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Dda partenopea, nei confronti di 51 persone, ritenute a vario titolo responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla truffa in danno di persone anziane, con l’aggravante per 14 di loro di favorire il clan camorristico “Contini”. Il clan “Contini” opera nel territorio dell’area metropolitana di Napoli e in particolare nei quartieri Vasto, Arenaccia, San Giovannello e Borgo Sant’Antonio Abate. Nell’operazione odierna, oltre ai rilievi di tipo mafioso, per 17 tra gli indagati è stata contestata anche l’aggravante della transnazionalità.  Per entrare a far parte della banda bisognava avere caratteristiche specifiche: essere spigliati, saper improvvisare, non avere cadenze dialettali e all’occorrenza essere poliglotti. Questo perche’ il clan Contini da Napoli aveva creato un sistema in grado di truffare centinaia di persone non solo in Italia, ma anche all’estero: Francia, Spagna, Belgio, Inghilterra e anche in California.

Ecco il retroscena dell’inchiesta partita da Milano grazie alle confessione di un truffatore pentito e che per competenza territoriale e’ stata spostata a Napoli e seguita dal pm Giusy Loreto della procura coordinata da Giovanni Melillo. Cinquanta gli arresti e 80 in tutto gli indagati. Le telefonate partivano da call center localizzati in Italia e all’estero. Le vittime erano anziani, persone sole alle quali veniva raccontato che qualche parente aveva avuto un incidente o si trovava in grande difficolta’. Quando non avevano soldi in contati, i truffati pagavano in gioielli, oro o beni come auto e scooter. Un’azienda del crimine che riusciva a fruttare in alcuni casi anche 200 mila euro a settimana e che era sotto la regia della cosca. Una tecnica infallibile era quella di usare una sola scheda telefonica alla volta: una volta perpetrata la truffa veniva poi gettata via. Una indagine partita nel 2015 su singoli episodi, che poi si e’ scoperto facevano parte di un meccanismo messo in piedi dalla camorra. Sette i gruppi, uno dei quali attivo in Spagna dove era un altro call center. A questi indagati e’ contestata l’aggravante della transnazionalita’ del reato.

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