Raffaele Cantone: “La corruzione si è smaterializzata rispetto al denaro. Il lavoro come merce di scambio”. Caso Tangenziale, “I concessionari nel nostro Paese si comportano da proprietari più dei proprietari stessi, e non c’è nessuno che li controlla”

In diretta a ‘Barba&Capelli’, trasmissione di Corrado Gabriele in onda su Radio CRC, è intervenuto Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anti corruzione: “La corruzione è cambiata sotto molti aspetti. C’è una corruzione alta, utilizzata per le grandi vicende, dove insiste la criminalità organizzata. Spesso il funzionario pubblico è considerato a servizio di questi criminali. Una corruzione nella quale corrotti e corruttori fanno parte dello stesso gruppo. Accanto a questa se ne è sviluppata una più spicciola, che vede protagonisti funzionari singoli, che si vendono per due soldi. Nei grandi appalti, ad esempio, non c’è un passaggio di denaro, ma viene proposta una carriera, assunzioni, spesso il soggetto fa parte dell’associazione stessa. C’è sempre più una smaterializzazione rispetto al denaro. Una delle merci di scambio maggiore è il lavoro, che è diventato così esigente che, paradossalmente, c’è qualcuno che si vende per far avere ad altri il posto di lavoro. La criminalità organizzata si inserisce in alcuni settori e a noi cittadini appare come  un problema tra imprenditore e camorra, ma in realtà non è così, perché incide tantissimo anche su chi questa città la vive ogni giorno.

C’è una situazione nel Paese alquanto drammatica, quando si danno dei tempi per dei lavori sono sempre tempi indicativi. Come cittadini, paghiamo noi le conseguenze die disagi. Vedo che qui bisognerebbe sempre utilizzare il consenso, ma dal momento in cui abbiamo scelto di consegnare alcune attività ai privati, è evidente che qualcuno si muova con logiche privatiste, quindi è fondamentale cui siano degli organi destinati al controllo. Esattamente come la questione Tangenziale. I concessionari nel nostro Paese si comportano da proprietari più dei proprietari stessi, e non c’è nessuno che li controlla. Tutto ciò che accade è il frutto di una crisi della politica. Esistono degli strumenti per verificare se ci siano, all’interno dei cantieri, delle estorsioni, non diamo sempre la colpa alle istituzioni. In questo Paese nessuno crede davvero ai tempi che vengono dati, infatti quando vengono rispettati fanno notizia. La società civile si lamenta delle istituzioni carenti, ma loro dove sono? Non mi risulta che mai qualcuno si sia costituito parte civile. Il tema degli appalti viene sempre affrontato con logiche emergenziali. Quella dei cantieri è una delle leggi peggior fatte all’interno dello Stato. Si giocano le vicende delle risorse pubbliche e, al di là dei disservizi, quanto ha pagato una città come Napoli, sul piano dell’immagine, nei mesi in cui Via Marina era in quelle condizioni?”.

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