Obesita’, gli italiani vivono 2,7 anni meno per il sovrappeso, secondo l’Ocse l’aspettativa di vita si ridurrà

Sebbene in Italia la prevalenza dell’obesita’ sia inferiore a quella della maggior parte degli altri paesi, essa ha comunque conseguenze significative. Gli italiani, infatti, vivono in media 2,7 anni in meno a causa del sovrappeso. E’ uno dei dati allarmanti emersi dal rapporto dell’Ocse sull’obesita’, diffuso oggi in occasione della Giornata mondiale dell’obesita’. Dai dati dell’Ocse, si evince che il sovrappeso rappresenta il 9 per cento della spesa sanitaria italiana, superiore alla media degli altri paesi. Nel mercato del lavoro, la produzione risulta essere inferiore di un ammontare pari a 571 mila lavoratori a tempo pieno all’anno a causa del sovrappeso. Complessivamente, questo significa che il sovrappeso riduce il Pil italiano del 2,8 per cento. Per coprire questi costi, ogni italiano paga 289 euro di tasse supplementari all’anno.

“Per arginare l’epidemia di obesita’ – scrive l’Ocse – l’Italia ha messo in atto una serie di politiche, tra cui linee guida che promuovono l’attivita’ fisica e una dieta sana, etichette nutrizionali per gli alimenti da apporre sul retro delle confezioni e standard nutrizionali volontari nelle scuole. Tuttavia, si puo’ fare di piu'”. L’attuazione di un pacchetto di politiche di comunicazione o di politiche volte a incoraggiare la riformulazione preverrebbe le malattie non trasmissibili, ridurrebbe la spesa sanitaria e aumenterebbe la produttivita’ della forza lavoro. Secondo l’Ocse, le misure di salute pubblica sviluppate per promuovere stili di vita piu’ sani hanno un impatto positivo sulla salute della popolazione e rappresentano un ottimo investimento: in media, per ogni euro investito, e’ presente un ritorno economico fino a 6 euro. L’Ocse calcola che un pacchetto di politiche di comunicazione – comprensivo di etichettatura obbligatoria sul fronte delle confezioni, regolamentazione pubblicitaria e campagne di informazione – potrebbe prevenire 144mila malattie non trasmissibili entro il 2050, far risparmiare 62 milioni all’anno in spesa sanitaria, e far aumentare l’occupazione e la produttivita’ di una quota pari a 6mila lavoratori a tempo pieno all’anno. “Una riduzione pari al 20 per cento delle calorie negli alimenti ad alto contenuto di zucchero, sale, calorie e grassi saturi, potrebbe prevenire – scrive l’Ocse – 688mila malattie non trasmissibili entro il 2050, far risparmiare 278 milioni di euro all’anno in spesa sanitaria, e far aumentare l’occupazione e la produttivita’ di una quota pari a 18 mila lavoratori a tempo pieno all’anno”.

A causa dei crescenti tassi di sovrappeso e obesita’, entro il 2050 l’aspettativa di vita si abbassera’ di quasi 3 anni: in alcuni paesi le persone vivranno 0,9 anni in meno e in altri ben 4,2 anni in meno. Questo significa che ci saranno fino a 92 milioni di morti a causa dell’obesita’ e delle malattie a essa associate. L’allarme e’ stato lanciato dall’Ocse nel nuovo report sull’obesita’, diffuso oggi in occasione della giornata mondiale dedicata a questa “grave epidemia”. L’aumento di peso sta anche danneggiando la nostra salute, il nostro benessere e la nostra ricchezza a tutte le eta’. Attualmente, si stima che piu’ della meta’ della popolazione e’ in sovrappeso in 34 dei 36 paesi che fanno parte dell’Ocse e in quasi uno su quattro le persone sono obese. I tassi medi di obesita’ negli adulti nei paesi Ocse sono aumentati dal 21 per cento nel 2010 al 24 per cento nel 2016. In altre parole, oggi ci sarebbero altre 50 milioni di persone obese. Secondo l’analisi Ocse, tra le abitudini sbagliate piu’ diffuse c’e’ la tendenza a consumare meno frutta e verdura di quanto si dovrebbe. E il fatto che le persone trascorrono meta’ delle ore che passano svegli a compiere attivita’ sedentarie. Al contrario l’Ocse stima che il raggiungimento dell’obiettivo che prevede una riduzione del 20 per cento delle calorie provenienti da “gruppi alimentari rilevanti” impedirebbe lo sviluppo di circa 1,1 milioni di casi all’anno di malattie cardiovascolari, diabete e vari tipi di cancro nei 42 paesi inclusi nell’analisi. Interventi rivolti a tutta la popolazione, ad esempio miglioramenti nell’etichettatura dei prodotti alimentari e campagne di informazione, consentirebbero secondo l’Ocse di acquisire da 51mila a 115mila anni di vita in 36 paesi. La combinazione di piu’ interventi di prevenzione produrrebbe benefici ancora maggiori, come ad esempio recuperare ulteriori 205mila anni di vita ogni anno.

Condividi:
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •   
  •   
  •   
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *