Il 29 agosto del 1982, nel giorno del suo compleanno, si spegneva Ingrid Bergman. Tre volte premio Oscar è considerata al quarto posto tra le più grandi star della storia del cinema

Ricorre oggi il giorno in cui morì Ingrid Bergman, che per fatalità era anche il giorno del suo compleanno. Accadeva 37 anni fa. Attrice svedese,  nel corso della sua carriera recitò in numerosi film sia europei che statunitensi. Proveniente dal cinema svedese, ebbe la sua consacrazione con il film Intermezzo (1939), girato a Hollywood; in seguito ebbe ruoli importanti anche nel cinema italiano, diretta dal regista Roberto Rossellini. Raggiunse il successo internazionale nel corso degli anni quaranta, affermandosi come stella di prima grandezza a Hollywood. Tra le sue interpretazioni di rilievo di questo periodo figurano quelle nei film Casablanca (1942), Per chi suona la campana (1943), Le campane di Santa Maria (1945), Io ti salverò (1945), Notorious – L’amante perduta (1946), Il peccato di Lady Considine (1949) (in questi ultimi tre film fu diretta da Alfred Hitchcock) e Angoscia (1944), che le valse il suo primo Oscar alla miglior attrice.

Dopo dieci anni in America l’attrice, avendo visto “Roma città aperta” e “Paisà” inviò una lettera di complimenti al regista italiano Roberto Rossellini proponendosi anche come attrice. Già durante le riprese di Stromboli (Terra di Dio)(1950) instaurò con il regista una relazione che destò scandalo poiché entrambi erano sposati. Fu diretta dallo stesso Rossellini, anche dopo averlo sposato, in Europa ’51 (1952), Viaggio in Italia e Siamo donne (1953) e La paura(1954). Ostracizzata dall’America perbenista, rimase in Europa fino al 1956, anno del suo ritorno a Hollywood, dove vinse il suo secondo Oscar per il ruolo nella pellicola Anastasia.

Riprese a lavorare regolarmente in America, partecipando a film quali Indiscreto (1958) e Fiori di cactus (1969). Nel 1975 vinse il suo terzo Oscar, come miglior attrice non protagonista, per la sua performance nel film Assassinio sull’Orient Express (1974). Nel 1978, reduce da una mastectomia, recitò in Sinfonia d’autunno per la regia di Ingmar Bergman, in quello che fu il primo incontro artistico dei due più grandi nomi all’epoca del cinema svedese, per il quale ricevette la sua ultima candidatura al premio Oscar. Due anni dopo pubblicò la sua autobiografia Ingrid Bergman. La mia storia con la collaborazione di Alan Burgess. Nel 1981 fu protagonista in Una donna di nome Golda, biografia del primo ministro israeliano Golda Meir. Dopo una lunga battaglia contro il cancro al seno, morì a Londra il 29 agosto 1982, giorno del suo sessantasettesimo compleanno. Vinse tre premi Oscar, quattro Golden Globe, un premio BAFTA, due David di Donatello, due Emmy e un Tony. L’American Film Institute ha inserito la Bergman al quarto posto tra le più grandi star della storia del cinema.

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