Disoccupazione ai minimi storici dal 2012, il mese scorso è arrivata al 59,2%

Occupazione record dal 2004 e disoccupazione ai minimi dal 2012. Lo scorso mese il tasso di occupazione è arrivato al 59,2%, numero record dal 2004, cioè da quanto hanno inizio le serie storiche dell’Istat. Il tasso di disoccupazione, contemporaneamente, registra i livelli minimi da gennaio 2012, collocandosi al 9,7%. A giugno il tasso di disoccupazione cala al 9,7% (-0,1 punti percentuali).

”L’andamento occupazionale è sintesi” di una crescita tra le donne (+15 mila) e una diminuzione tra gli uomini (-21 mila); per età sono in aumento i 15-24enni (+10 mila) e i 35-49enni (+5 mila), in calo i 25-34enni (-4 mila) e gli ultracinquantenni (-18 mila). Si registra un’ampia divaricazione delle dinamiche occupazionali per tipologia, con una crescita dei dipendenti, sia permanenti sia a termine (+52 mila nel complesso) e una diminuzione degli indipendenti (-58 mila).

Le persone in cerca di occupazione sono ancora in calo (-1,1%, pari a -29 mila unità nell’ultimo mese). La diminuzione ”è determinata da entrambe le componenti di genere ed è distribuita in tutte le classi d’età ad eccezione dei 25-34enni”. Nel trimestre aprile-giugno 2019 aumentano sia i dipendenti permanenti (+0,8%, +114 mila) sia quelli a termine (+0,6%, +19 mila) mentre calano gli indipendenti (-0,2%, pari a -10 mila); per età si registrano segnali positivi tra i 15-24enni e gli ultracinquantenni e negativi nelle classi d’età centrali. Il tasso di inattività è invece invariato al 34,3% per il quinto mese consecutivo. La stima complessiva degli inattivi tra i 15 e i 64 anni a giugno è in lieve calo (-0,1%, pari a -14 mila unità), l’andamento è sintesi di un aumento tra gli uomini (+18 mila) e una diminuzione tra le donne (-33 mila).

Bollino verde anche per i giovani disoccupati, che a giugno sono pari al 28,1% della popolazione tra 15 e 24 anni, ai minimi dall’aprile del 2011; mentre il tasso degli inattivi risulta pari al 74,2%, gli occupati sono pari al 18,5%. Nel secondo trimestre del 2019 si stima che il prodotto interno lordo sia rimasto stazionario sia rispetto al trimestre precedente, sia nei confronti del secondo trimestre del 2018.

(RASSEGNA STAMPA -ADNKronos)

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