Camorra: omicidio di Mario Perrotta nel quartiere di Miano a Napoli avvenuto nel 2012 durante la terza faida di Scampia, eseguite 6 misure cautelari

Un omicidio avvenuto nel 2012 e’ al centro di una indagine della polizia che ha portato il gip di Napoli a emettere 6 misure cautelare in carcere nei confronti anche di elementi di vertice dei clan che si fronteggiavano durante la.terza vai da di Scampia. Vittima della contrapposizione delle cosche rivali, a quel punto propense a uccidere anche senza valutare lo spessore criminale del potenziale bersaglio, come rivela l’inchiesta, Mario Perrotta, freddato in un agguato all’interno di un garage nel quartiere di Miano l’8 ottobre di sette anni fa. Tra i destinatari del provvedimento restrittivo, anche l’uomo che procuro’ ai 5 mandanti ed esecutori del delitto l’arma utilizzata, per gli inquirenti non consapevole dell’uso che ne sarebbe stato fatto. Dichiarazioni di collaboratori di giustizia, intercettazioni e riscontri hanno permesso di ricostruire mandanti ed esecutori materiali dell’accaduto. Perrotta era vicino a un narcotrafficante che a sua volta operava per conto di Antonio Leonardi, Pietro Melloni. Il gruppo del boss Leonardi, allo scoppio della faida, si era unito ai Marino e a quelli della Vanella Grassi. Mario Perrotta venne percio’ considerato dagli Abete-Abbinante un bersaglio alternativo allo stesso Maoloni nonostante se ne fosse iniziato ad allontanare. La misura cautelare riguarda alcuni dei componenti del gruppo di fuoco detto dello Chalet Baku, uno dei tre (con quello del Monterosa e quello dei Sette Palazzi) agli ordini degli Abete-Abbinante, in particolare Raffaele Notturno e Giuseppe Montanera.

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