Guerra di camorra, sette boss arrestati dai carabinieri a Napoli, sono i mandanti di un omicidio commesso nel 2011 e deciso dalle “Cinque Famiglie di Secondigliano”

I carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Gruppo di Castello di Cisterna hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare che ha disposto la custodia in carcere nei confronti di sette indagati, emessa dal gip del Tribunale di Napoli all’esito delle indagini svolte dalla Dda, nei confronti dei responsabili dell’omicidio di Emilio Forino, messo a segno a Casavatore il 4 agosto 2011. La sua morte era stata decisa dal direttorio della confederazione nota come Cinque Famiglie di Secondigliano, imperante nella zona nord di Napoli e sorta dalla scissione degli Amato-Pagano. Forino si era allontanato dal clan Ferone per avvicinarsi ai Marino e la sua uccisione venne richiesta da Ernesto Ferone e Vincenzo Pagano al cartello delle Cinque Famiglie. L’omicidio portò alla marginalizzazione temporanea del gruppo criminale che operava nella zona della Case Celesti sino alla spaccatura interna che esplose con l’omicidio di Ciro Nocerino nel settembre 2011.

La dinamica dell’omicidio fu particolarmente efferata: la vittima venne condotta dai suoi assassini, che credeva suoi compagni, a Casavatore, dove pensava di dover subire una punizione di minore entità a causa dei dissapori con Ferone. Invece venne assassinato a sangue freddo e lasciata sul marciapiede. I soggetti colpiti da misura cautelare sono tra gli esponenti di primissimo piano delle Cinque Famiglie di Secondigliano: Arcangelo Abete, detto Angioletto,nato a Napoli il 06.10.1969; Arcangelo Abbinante, di Antonio, nato a Napoli il 17.11.1990; Giovanni Esposito, detto ‘O Muort, nato a Napoli il 6.02.1963; Angelo Marino, nato a Napoli il 23.11.1972; Roberto Manganiello, nato a Napoli il 25.06.1981; Vincenzo Pagano, detto Sce Sce, nato a Casavatore il 14.03.1964; Ernesto Ferone, nato a Napoli il 28.5.1967. 

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