Appalti truccati al Porto di Napoli: Eseguite dalla Guardia Costiera un’ordinanza di misure cautelari nei confronti di due funzionari e cinque imprenditori

I militari della Guardia costiera hanno eseguito un’ ordinanza di misure cautelari nei confronti di due funzionari dell’Autorità Portuale di Napoli e cinque imprenditori – emessa dal gip di Napoli su richiesta della procura, sezione reati contro la pubblica amministrazione. I destinatari delle misure – arresti domiciliari per sei e misura interdittiva per uno – risultano indagati per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di corruzione, turbativa d’ asta e frode in pubbliche forniture commessi nell’ambito delle gare di appalto bandite dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale (già Autorità Portuale) per l’esecuzione di importanti lavori edili e strutturali presso il Porto di Napoli.  Contestualmente la Guardia di finanza ha eseguito sequestri a carico delle società coinvolte nell’inchiesta su appalti assegnati nello scalo marittimo partenopeo anche grazie a tangenti.

Sono undici le societa’ che sono state perquisite nel corso dell’operazione che ha portato agli arresti domiciliari sei persone, mentre una sesta e’ destinataria di una misura interdittiva. I reati contestati agli indagati vanno dalla turbativa d’asta alla corruzione. Perquisiti gli uffici della Ilmed srl, Lemapod Fin srl, Amalfi srl, Parthenope, Gipimars, Isi Consortile, Consortile San Vito, Archedil Sea, Ltd Logistica srl, Lemapod Srl, Or Partecipazioni costruzioni srl. Si tratta di una indagine su appalti truccati nel porto in maniera sistematica, quasi strutturata, sostengono i pm della Procura di Napoli; l’inchiesta abbraccia un periodo che va dal 2013 al 2017. La sospensione dal servizio e’ stata disposta nei confronti di Emilio Squillante, attuale capo dello staff del presidente dell’Autorita’ portuale Pietro Spirito e in passato dirigente di altri settori. Per lui, i pm Ida Frongillo e Valeria Sico, che indagano con il coordinamento dell’aggiunto Vincenzo Piscitelli, avevano chiesto il carcere, e hanno gia’ presentato ricorso al Riesame contro la decisione del gip Federica De Bellis. Ai domiciliari si trovano invece il funzionario dell’Autorita’ Gianluca Esposito e gli imprenditori Pasquale Ferrara, Pasquale Loffredo, Pasquale Sgambati, Giovanni Esposito e Alfredo Staffetta.

 Squillante, che e’ interdetto dalle sue funzioni per un anno, deve rispondere di corruzione, dato che il gip ha respinto per lui l’ipotesi di reato di associazione per delinquere. L’imprenditore Pasquale Ferrara, ora ai domiciliari, sarebbe stato al centro del sistema che ha compiuto illeciti nell’attribuzione degli apaplti, servendosi di strumenti quali la dichiarazione di procedura d’urgenza, la partecipazione ai bandi di gara in ‘cordate’ con il vincitore prestabilito dalle imprese, e persino la mancata pubblicazione del bando. I funzionari avrebbero sostenuto il gruppo di imprese coordinato da Ferrara in cambio di regali e denaro. Fra gli appalti sotto la lente dei pm, quello per la realizzazione degli alloggi dell’Autorita’ portuale, quello di manutenzione straordinaria, quello per i cancelli della banchina Pisacane, quello della segnaletica stradale.

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