Operazione della Guardia di finanza di Caserta contro scommesse illegali, otto denunce e sigilli a 20 slot machine

Otto persone sono state  denunciate alle competenti Procure della Repubblica (Napoli e Santa Maria Capua Vetere) e sequestrate 20 slot ed i totem per scommesse illegali al termine di una serie di controlli  effettuati dalle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Caserta nel corso di interventi pianificati proprio per la prevenzione e il contrasto del gioco illegale e della raccolta abusiva delle scommesse. I finanzieri hanno eseguito, in questi giorni,  mirati accessi presso sale giochi, bar ed agenzie per la raccolta delle scommesse al fine di verificare il corretto adempimento della normativa di settore  e la consistente evasione di tutti i tributi connessi all’esercizio del gioco e delle scommesse al fine di  tutelare i giocatori dall’alterazione illegale delle regole di funzionamento degli apparecchi tutelate e controllate dai Monopoli di Stato. In particolare i controlli  hanno  permesso  il rinvenimento nel retrobottega di un bar di Santa Maria la Fossa , sprovvisto di ogni autorizzazione e licenza per l’esercizio del gioco e delle scommesse, di 4 apparecchi da intrattenimento abusivi e scollegati alla rete dell’Agenzia Autonoma dei Monopoli di Stato.

Scollegate alla rete erano anche le 11 slot sequestrate in una sala giochi di Mondragone. Una vera e propria sala abusiva con un notevole giro d’affari, che i finanzieri hanno cercato di quantificare applicando alle schede di gioco elettroniche di ciascun apparecchio un software dedicato in grado di ricostruire il volume delle giocate e le somme restituite sotto forma di vincite. Inoltre, presso una sala giochi di Castel Volturno, i militari hanno rilevato l’installazione di 3 postazioni attraverso le quali venivano effettuate scommesse on line con vincite in denaro su eventi sportivi per conto di bookmakers esteri privi della prescritta concessione.  Elevato l’importo delle scommesse effettuate nelle ultime settimane attraverso il conto di gioco, quantificate in oltre 37.000 euro.

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