Un anno fa moriva Fabrizio Frizzi, il conduttore gentile che sognava Sanremo

Quel 25 marzo a giocare era Rachele. “Non preoccuparti, ci riprovi domani”, le disse Fabrizio Frizzi nella sua ultima puntata dell’Eredita’. Quella notte, pero’, dopo quarant’anni di carriera, Frizzi si spense, lasciando una moglie ed una figlia. L’instancabile conduttore ha lavorato fino al suo ultimo giorno, pur sapendo che, dopo l’ischemia che lo aveva colpito il 24 ottobre precedente, la sua vita non sarebbe stata piu’ la stessa. “Sto combattendo, non e’ ancora finita. Ogni tanto, com’e’ normale, qualche momento di sconforto puo’ esserci”. Momenti di sconforto quasi impossibili da immaginare vedendo il sorriso di Frizzi alla televisione. Ad un anno dalla scomparsa del popolare conduttore, la Rai gli rendera’ omaggio nei principali programmi e negli spazi informativi. Stasera, nella puntata dei Soliti Ignoti, su Rai 1, Amadeus rendera’ tributo a Frizzi, che sara’ poi ricordato martedi’ da UnoMattina, con filmati e ospiti in studio, e da Vieni da me, che invitera’ due concorrenti dell’Eredita’ condotta da Frizzi, la sua truccatrice Rai e alcuni suoi stretti collaboratori. L’omaggio al conduttore sara’ fatto poi anche a La Vita in Diretta, all’Eredita’ e, su Rai 2, a I Fatti Vostri e Detto Fatto, dove verra’ ripercorsa la vita di Frizzi attraverso foto e filmati. Rai3 affidera’ il ricordo ad Agora’, Mi manda Raitre, e Blob, mentre Tv Talk gli riservera’ un ampio spazio nella puntata di sabato 30 marzo. Al ricordo del popolare conduttore si uniranno i Tg delle testate Rai e i giornali Radio con servizi, interviste e spezzoni delle sue trasmissioni. Martedi’ 26 marzo, poi, nella chiesa del Cristo Re a Roma alle ore 12 verra’ celebrata una messa di suffragio dal cappellano della Rai don Walter Insero, lo stesso che aveva presieduto i funerali di Frizzi, trasmessi in diretta su Rai1. 

Oltre al lavoro di conduttore, Fabrizio e’ stato molto apprezzato anche per la carriera da doppiatore, soprattutto in produzioni cinematografiche dedicate ai bambini. Dopo aver debuttato agli inizi degli anni Ottanta sulle reti Rai in trasmissioni per bambini come Tandem, Pane e marmellata e Il barattolo, nel 1995 Frizzi presto’ la voce al cowboy Woody nel primo film della Pixar ‘Toy Story’. Il personaggio amato dai bambini ha continuato a parlare con la voce di Fabrizio fino a Toy Story 3, uscito nel 2010. Il personaggio di Woody in Italia e’ indissolubilmente legato al conduttore, tant’e’ che anche nel film ‘Cars’ (2006) la macchina ispirata al cowboy e’ stata doppiata da Frizzi. Il suo interesse per il mondo dei bambini sottolinea la sensibilita’ di un uomo che si e’ sempre impegnato anche nel sociale, soprattutto sul fronte della raccolta fondi per iniziative benefiche e per la ricerca. Frizzi e’ sempre stato l’animatore principale della Partita del cuore, la nota sfida sportiva fra la Nazionale italiana cantanti e altri team uniti per raccogliere fondi per diverse onlus. Dal 1994 in poi, il presentatore ha condotto anche diverse edizioni di Telethon, la maratona di sensibilizzazione e finanziamento dei progetti per le malattie rare. Sul sito della Fondazione, a proposito del suo impegno come testimonial per Telethon, si legge: “In tanti anni, e in tantissime ore, di conduzione, Fabrizio ci ha messo molto di piu’ della faccia, molto di piu’ della professionalita’: ci ha messo il cuore”. L’impegno sociale di Frizzi e’ stato poi ricordato anche da Marco Rasconi, presidente nazionale dell’Unione italiana lotta alla distrofia muscolare, e dal segretario nazionale dell’associazione, Alberto Fontana: “La nostra conoscenza con Fabrizio Frizzi risale ai tempi delle prime maratone Telethon e si e’ incrementata negli anni. Tra i tanti momenti che abbiamo condiviso, ci piace ricordarlo quando ha prestato la voce al cortometraggio ‘La mosca’ realizzato nell’ambito della campagna di comunicazione Muscoli di cartone. Fabrizio raccontava la storia difficile di un ragazzo che nulla faceva per allontanare una mosca dal proprio naso e che solo alla fine del video si capiva essere immobilizzato a causa di una grave forma di distrofia muscolare”. Messaggi di sostegno sono stati diffusi anche da Save the children, che ha collaborato con Frizzi dal 2008. 

Proprio l’impegno con Save the children mette in luce l’interesse del conduttore per il mondo dei giovani. Nel corso della sua carriera, infatti, Frizzi e’ stato conduttore di programmi per ragazzi quali Scommettiamo che, Europa Europa, I soliti ignoti e Luna park. L’Ultimo progetto di Fabrizio Frizzi prima della sua dipartita e’ stato lo spot per la Campagna Mondiale a favore della Donazione Organi, a cui ha fatto da testimonial insieme alla sua collega ed amica Claudia Koll, con la direzione del pluripremiato regista Maximo De Marco. Se e’ noto il Frizzi televisivo, quello impegnato come doppiatore e nel sociale, meno conosciuto e’ il aspetto artistico legato alla musica. Di lui si ricorda l’esibizione di ‘Ventiquattromila baci’ di Celentano nel 1995, nel varieta’ Fantastico. Nell’ambito di Cortina InConTra, la kermesse culturale dedicata all’attualita’ che si teneva a Cortina d’Ampezzo, Frizzi si cimento’ anche nel brano di Mogol ‘E penso a te’, suonando al pianoforte. Il conduttore ha anche inciso alcune cover di brani famosi che sono state inserite in varie compilation: nel 2012, ad esempio, Frizzi ha registrato la sua versione di ‘Sei la mia canzone’ di Alex Baroni, inserita nell’album ‘Il senso… di Alex (Tributo ad Alex Baroni)’. Il presentatore era un finissimo conoscitore della musica e da sempre e’ stato vicino ai musicisti, considerando che anche suo fratello, Fabio, e’ compositore e autore di brani di molte colonne sonore di film importanti (scelto anche da Tarantino per ‘Kill Bill Vol. 1′). Proprio a causa dei suoi legami con il mondo musicale, alla sua morte sono seguiti i messaggi di cordoglio di numerosi artisti, tra cui Andrea Bocelli, Renato Zero, Laura Pausini e Biagio Antonacci. Il fratello Fabio ha anche rivelato un desiderio ricorrente del fratello: “Fabrizio ha sempre sperato di condurre Sanremo. Sarebbe stato il migliore perche’ conosceva la musica italiana ed era amico di molti cantanti. L’avrebbe meritato. Ha seguito molto la musica negli anni Settanta nelle radio private, avendo iniziato a Radio antenna musica. Anch’io l’ho fatta per un po’, io sono uscito e lui e’ entrato”.

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