Processo sul sangue infetto, dopo oltre venti anni assolti dal giudice monocratico del Tribunale di Napoli Poggiolini e gli altri imputati

Dopo oltre venti anni Duilio Poggiolini, l’ex re Mida della sanità italiana e altri otto tra amministratori e dirigenti di aziende farmaceutiche, non sono colpevoli di aver causato decessi attraverso l’immissione sul mercato di farmaci emoderivati realizzati con sangue di dubbia provenienza. «Il fatto non sussiste». Si chiude al Tribunale di Napoli una vicenda iniziata a Trento, in parte chiusa, in parte arrivata fino a oggi tra eccezioni e rinvii. Il pubblico ministero Lucio Giugliano aveva chiesto l’assoluzione e a nulla sono valse le tesi delle parti civili, sostenute dagli avvocati Stefano Bertone ed Ermanno Zancla. A nulla sono valse le accuse di colpa generica e specifica per avere sottovalutato le misure di prevenzione che la comunità internazionale imponeva già all’inizio degli anni ‘90.

A nulla è valso sostenere che Poggiolini, allora direttore generale del servizio farmaceutico, attraverso omissioni, agevolazioni, autorizzazioni, avesse secondo il capo di imputazione favorito le aziende Sclavo e Farmabiagini. I farmaci, vennero prodotti e rimasero in commercio anche dopo che ci si rese conto della loro pericolosità per la comunità degli emofilici, praticamente distrutta dai medicinali indicati come salvavita. Gli emofilici, i quali hanno difetti della coagulazione del sangue, hanno contratto il virus Hiv – quello che porta all’Aids – oppure le diverse forme di epatite. Quando non i diversi virus insieme a causa di emoderivati che, invece, promettevano di fornire proprio il “fattore ottavo”, quello mancante in caso di emofilia. Secondo l’accusa quando – nel 2005 – cadde l’ipotesi di epidemia  epidemia colposa con la contestuale imputazione per omicidio colposo plurimo e lesioni aggravate «in relazione alla nuova iscrizione tuttavia non sono state effettuate nuove specifiche indagini». Dopo dieci ore di camera di consiglio il giudice Luigi Palumbo ha pronunciato la sentenza. (Rassegna stampa – Il Mattino)

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