La strage evitata, i carabinieri: “Abbiamo fatto un ottimo lavoro di squadra, grazie ai nostri piccoli colleghi”. Ecco le dichiarazioni

Sui canali social dell’Arma dei Carabinieri vengono riportati alcuni stralci delle dichiarazioni del bambino che con la sua freddezza, aiutato dai compagni, ha allertato i soccorsi. La tempestività ed il coraggio dei bambini e dei carabinieri hanno salvato 51 vite.  

R. (1) “L’importante è che tutti si sono salvati e…anche i professori. Sono stato io a chiamare i soccorsi, sa? Siamo usciti dalla palestra, come ogni mercoledì, e dobbiamo tornare a scuola con il pullman perché è distante. Sempre a Crema però. L’autista ci ha legato con delle fascette di nylon, o plastica. Ho provato a toglierla per recuperare un telefono caduto, per chiamare i carabinieri, perché li aveva ritirati prima tutti i telefoni. E allora mi sono liberato, facendomi un po’ male ma niente di che…Ho recuperato il telefono, l’ho passato a un compagno e abbiamo chiamato”.

S. (1) “Tirava fuori la pistola e ci minacciava, ripeteva che dovevamo morire”.

R. (2) “Arrivati sulla Paullese ha rovesciato un’ultima tanica di benzina e ci ha fatto appendere delle salviette impregnate di benzina alle finestre, così che il fuoco bruciasse tutto. I carabinieri hanno fatto un posto di blocco in modo che il pullman non passasse. E stavano per sparare al pullman, ma abbiamo fatto vedere le taniche di benzina e hanno capito che se avessero sparato sarebbe esploso il pullman. Ho fatto il 112, sapevo che sarebbe arrivato qualcuno. Ho dato la posizione e ho detto ai miei compagni di stare calmi. Ancora pochi minuti. Infatti, siete arrivati”.

K. “A un certo punto ho avuto la paura di morire. Pensavo che fosse il nostro ultimo giorno. Però i carabinieri sono arrivati e hanno preso il ladro. Cioè quello che ci aveva rapiti”.

S. (2) “Aveva messo un cartello vicino al volante. Una cosa tipo “ah ah ah”, una risata, come se ci volesse prendere in giro. Era tutto strano, all’inizio. Sulla porta posteriore aveva messo un lucchetto, e ci ha fatti salire tutti davanti. E poi quella benzina, che faceva una puzza, quasi ci faceva addormentare. Avevo buttato il telefono sotto il sedile prima che arrivasse…Quando abbiamo visto i carabinieri abbiamo tirato un sospiro di sollievo. L’autista ha iniziato a urlare che se ci avessero sparato saremmo saltati in aria. Poi i carabinieri hanno spaccato i vetri e forzato le porte, ci hanno fatto uscire. Lui iniziava ad appiccare il fuoco. È bruciato tutto: libri, giubbotti e cellulari”.

A. “Io e un mio compagno ci siamo messi a dare calci sui vetri. Per romperli, per provare a fare qualcosa, per ribellarci. Lui voleva un ragazzino vicino a sé, in caso qualcuno si fosse avvicinato. Fortuna che uno di seconda A è andato volontario. Sono sconvolto, ma anche contento: perché abbiamo imparato a sopravvivere”.

I Carabinieri sui social: “FIERI DI VOI. AVETE AVUTO CORAGGIO E SANGUE FREDDO DA VENDERE
GRAZIE PICCOLI EROI! – I Vostri Carabinieri”

Fonte delle dichiarazioni: La Repubblica, QN-Quotidiano Nazionale e La Stampa.

 

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