Compie 62 anni Spike Lee, uno dei più celebri registi di colore che nei suoi film ha affrontato spesso temi sociali e politici

Shelton Jackson Lee, detto Spike compie oggi 62 anni (è nato, infatti, ad Atlanta il 20 marzo 1957).  è Registasceneggiatoreattoreproduttore cinematografico e scrittore statunitense. Considerato uno dei più celebri registi neri, i suoi film trattano temi politici e sociali, quali il razzismo, le relazioni interrazziali, la violenza e le droghe. La sua casa di produzione cinematografica si chiama 40 Acres & a Mule Filmworks. Lee ha diretto anche una serie di spot pubblicitari per la Nike, con protagonista l’amico Michael Jordan. In questi spot Lee recitò la parte di Mars Blackmon, personaggio già interpretato in Lola Darling. Ha inoltre diretto molti videoclip, per cantanti quali Michael JacksonTracy ChapmanStevie WonderPrinceEros Ramazzotti e per gruppi quali i Public Enemy. Ha ricevuto 6 nomination e una vittoria agli Oscar per il documentario 4 Little Girls, per la sceneggiatura di Fa’ la cosa giusta e nelle vesti di produttore, regista e sceneggiatore per BlacKkKlansman, vincendone uno per l’ultima categoria. Nel 2003 ha ricevuto il Premio César alla carriera. Nel 2005 ha pubblicato la sua autobiografia, intitolata Questa è la mia storia e non ne cambio una virgola. Sulla Hollywood Walk of Fame è presente una stella con il suo nome. Nei titoli di testa dei suoi film appare sempre la scritta A Spike Lee Joint. Il 14 novembre 2015 riceve il premio Oscar alla carriera per il contributo che ha dato al mondo dello spettacolo durante la sua carriera.

Spike Lee è spesso stato oggetto di critiche, anche da parte degli afroamericani, per una presunta grossolanità nel ritrarre le altre minoranze statunitensi. Famosa la sua polemica con Quentin Tarantino, accusato dal regista afroamericano di usare troppo spesso la parola nigger (“negro“) nei suoi film. Lee ha raccontato alla rivista Variety che aveva chiesto l’aiuto di Denzel Washington, per frenare Tarantino. Poi uscì Jackie Brown, in cui la parola incriminata viene ripetuta 38 volte, e Lee sbottò: «Cosa vuole Tarantino: diventare un nero onorario?». In difesa di Tarantino intervenne l’attore afroamericano Samuel Jackson. Ha inoltre criticato Django Unchained, affermando che manca di rispetto agli schiavi neri suoi antenati. Comunque Lee e Tarantino hanno lavorato insieme in Girl 6 – Sesso in linea. Lee in veste di regista e attore, Tarantino in un cameo, nel ruolo di sé stesso. Il regista non ama molto la blaxploitation, i film degli anni settanta girati per la maggior parte da registi bianchi, per un pubblico di colore. Il regista ritiene questi film un inno alle droghe e alla prostituzione. Comunque ha omaggiato questi film in Girl 6 – Sesso in linea, dove la protagonista in una scena immagina di essere Foxy Brown e Cleopatra Jones. Spike Lee nel 1988 contestò pubblicamente Whoopi Goldberg: «La criticai perché metteva le lenti a contatto azzurre. Quelle lenti le davano un aspetto innaturale, fasullo. Le persone con la pelle nera e gli occhi azzurri sembrano zombi. Non riuscivo proprio a spiegarmelo», dichiarò. Nel 2001, il regista accusò Michael Mann di essersi ispirato ai limiti del plagio al suo Malcolm X per girare Alì, biografia di Muhammad Ali: «Uno della troupe che lavorava alla scelta delle location mi ha confessato che Michael Mann gli chiese di scovare tutte le zone di New York che avevamo usato nel nostro film, e si arrabbiò quando gli dissero che quelle location non esistevano più. Comunque l’ultima parola spetta all’opera stessa: basta guardare i due film e metterli a confronto», asserì.

Lee è finito più volte al centro delle polemiche anche per i suoi ripetuti contatti con Louis Farrakhan. Il regista infatti chiese l’aiuto esplicito al Fruit of Islam, ossia il reparto della sicurezza della Nation of Islam, per difendere i suoi set. Molti giornalisti criticarono il regista, a causa della sua vicinanza a Farrakhan, considerato un razzista per le sue dichiarazioni, quando Lee si esprimeva sempre contro il razzismo. Il regista si difese così: «I gruppi come la Jewish Defense League e la Anti-Defamation League pensano che tutti i musulmani facciano automaticamente parte della Nation of Islam, e che tutti i sostenitori di Farrakhan siano antisemiti, e dato che io avevo ingaggiato il Fruit of Islam, la conclusione era che fossi antisemita anch’io. Ma è un’assurdità». Nel 2003 Lee ha citato in giudizio la rete televisiva Spike TV, sostenendo che stavano sfruttando il suo nome. La causa si chiuse in via extra-giudiziale.

 

 

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