Misura cautelare in carcere eseguita dai carabinieri nei confronti di tre persone per una tentata rapina in banca con taglierino e cacciavite a Vairano Scalo (Caserta)

Erano gia’ stati arrestati su provvedimento di fermo di pm tra il 23 e il 26 febbraio scorso, ora sono stati raggiunti in carcere da una misura cautelare. I carabinieri di Vairano Scalo, nel Casertano, hanno dato esecuzione a un’ordinanza emessa dal gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di tre indagati per tentata rapina aggravata. L’indagine e’ nata dal tentativo di rapina con sequestro di persona e lesioni personali avvenuto l’11 febbraio scorso nella filiale di Vairano Scalo di Unicredit. Gia’ allora era stato arrestato un rapinatore in flagranza di reato, mentre gli altri tre riuscivano a darsi alla fuga. Quello preso immediatamente si era finto cliente, ma all’interno degli uffici con un taglierine aveva minacciato i presenti consentendo l’accesso all’interno della banca di altri due complici, entrambi a volto coperto e con i guanti, di cui uno armato di cacciavite. I rapinatori, dopo aver immobilizzato i tre impiegati presenti e tre clienti utilizzando fascette elastiche in plastica per legare loro i polsi, minacciarono il direttore per costringerlo ad aprire la cassaforte.

Tuttavia era stato azionato l’allarme radiocollegato, e sono arrivati i militari dell’Arma che, dopo breve colluttazione, riuscivano a immobilizzare uno dei rapinatori. Modello e numero di targa dell’auto utilizzata per la fuga, guidata da un quarto complice in contatto con gli altri grazie a un walkie talkie, hanno contribuito alle indagini. Il veicolo utilizzato era stato noleggiato a Giugliano, utilizzando documenti intestati a una terza diversa persona. L’analisi di numerosi filmati rilevati da sistemi di videosorveglianza di esercizi commerciale tra Giugliano e Vairano Scalo, ha reso possibile ricostruire i movimenti della vettura nei pressi dell’istituto di credito subito dopo la consumazione della tentata rapina nonche’ accertare che, in una giornata precedente, la banda con un’altra macchina aveva fatto un sopralluogo.

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