Il 14% degli uomini ignora di essere affetto da apnee del sonno

Sono molti gli italiani che ignorano di essere affetti da apnee ostruttive del sonno. Lo dice Rosario Cerruto, esperto di disturbi ostruttivi del sonno e responsabile del Servizio di Otorinolaringoiatria del Gruppo INI-Istituto Neurotraumatologico Italiano, in vista della Giornata mondiale del sonno che si celebra il 15 marzo. La Sindrome delle apnee ostruttive del sonno (Osas) colpisce uomini e donne, adulti e bambini, ma la percentuale e’ piu’ alta per il sesso maschile: 13-14 per cento contro il 5-6 per cento di quello femminile. Nella popolazione adulta si supera il 15 per cento per gli over 70, con un valore del 25 per cento intorno agli 80 anni. Oltre l’85 per cento con un quadro clinico di Osas non si e’ mai sottoposto ad esame. Un disturbo respiratorio del sonno, che seppur molto comune, puo’ pregiudicare la qualita’ della vita e avere effetti dannosi per la salute se non diagnosticata in tempo. “La Sindrome delle apnee istruttive del sonno e’ una condizione morbosa caratterizzata da ripetute interruzioni temporanee della respirazione durante il sonno (apnee) o rallentamenti del flusso aereo nelle late vie respiratorie di almeno il 30 per cento (ipoapnee)”, spiega Cerruto.

“Negli adulti si parla di Osas quando la frequenza delle apnee/ipoapnee e’ uguale o superiore a 5 ogni ora e ciascun evento ha una durata maggiore a 10 secondi. Nel bambino si ha positivita’ per la patologia gia’ anche con un episodio ogni ora”, aggiunge. “Le apnee e ipoapnee sono causate da ostruzioni complete o parziali delle prime vie aeree durante il sonno, con conseguente ipossia, ipercapnia e frammentazione del sonno. Questi fattori – prosegue l’esperto – possono a loro volta determinare l’aumento della coaguabilita’ del sangue con aumento del rischio di trombosi, l’attivazione del sistema nervoso periferico con una maggiore produzione di adrenalina, l’alterazione della circolazione del sangue, aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa. Si innescano dunque una serie di meccanismi in grado di generare complicanze anche gravi: alterazioni endoteliali, della coagulazione, cardio-cerebrovascolari come ipertensione arteriosa, aritmie, ictus, ischemie”. Ma quali sono i primi segnali di allarme? Per gli adulti: stanchezza diurna, emicrania mattutina, affaticamento, sonnolenza, difficolta’ di concentrazione; la notte russamento abituale intermittente, sete, bocca secca, senso di soffocamento, sonno disturbato con risvegli improvvisi. Nei bambini, invece, si riscontrano problemi neurocomportamentali, iperattivita’, difficolta’ nell’apprendimento, riduzione dell’attenzione, irritabilita’. “In caso di Osas la diagnosi precoce e’ fondamentale – osserva l’esperto del Gruppo INI -. Se la patologia e’ ancora in fase di insorgenza la terapia puo’ portare a risultati di guarigione verso le complicanze cardio-cerebrovascolari. L’esame diagnostico, la polisonnografia a domicilio, un monitoraggio cardio-respiratorio, e’ molto semplice: la sera si applica un apparecchio sul petto del paziente che registra alcuni parametri cardio-respiratori del sonno e il mattino successivo si esegue l’analisi del tracciato registrato. In questo modo si definira’ la presenza o meno della patologia, il grado lieve, moderato o severo, e il sospetto di altre malattie polmonari, neurologiche o cardiologiche. Soprattutto si potra’ indirizzare il paziente verso il percorso terapeutico migliore”.

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