La preistoria rivive nel cratere degli Astroni, dal 10 marzo nel bosco arrivano i “Dinosauri in carne e ossa”, un nuovo percorso spiega le grandi estinzioni di massa

I dinosauri, i grandi mammiferi dell’era glaciale, che di volta in volta hanno dominato le terre emerse. Sono loro i protagonisti della grande e avventurosa mostra “Dinosauri in carne ed ossa” che dal 10 marzo al 10 novembre porta 30 enormi riproduzioni dei dinosauri nella riserva naturale degli Astroni, preservata dal Wwf di Napoli. Tante le novità dell’edizione 2019 con un percorso ancora più affascinante che coinvolgerà i più piccoli e farà riflettere gli adulti, aiutandoli a instradare i bambini nel solco del rispetto della natura e della preservazione dell’ambiente. Il percorso è più semplice da affrontare e più breve per distanza, per consentire ai più piccoli di godersi l’avventura senza stancarsi e rimanere affascinati da un ambiente del tutto diverso, sentendosi catapultati in una foresta della preistoria a pochi passi dalla città. Un itinerario semplice, pur mantenendo tutte le caratteristiche dell’escursione nella natura che va affrontata con il giusto spirito ed equipaggiamento.

A “Dinosauri in carne e ossa” sarà possibile scoprire il grande affresco della storia della vita presentato sul pianeta, dalla conquista della terraferma avvenuta nel Paleozoico fino ai giorni nostri. Il filo conduttore è l’alternanza delle specie animali, come per esempio i dinosauri o i grandi mammiferi della cosiddetta era glaciale, che di volta in volta hanno dominato le terre emerse, diversificandosi a partire da uno sparuto gruppo di sopravvissuti alle grandi estinzioni di massa.   Tutto parte da sessantasei milioni di anni fa, quando un meteorite grande come una montagna si abbatte sulla Terra in corrispondenza dell’attuale penisola dello Yucatan, in Messico, provocando la formazione di un cratere da impatto di 185 km di diametro. Gli effetti della collisione sono equivalenti all’esplosione di 100.000 miliardi di tonnellate di tritolo: si innesca una serie di eventi catastrofici su scala planetaria che annientano il 75% delle forme di vita. È la quinta estinzione di massa, celeberrima per aver cancellato dalla faccia del pianeta anche quasi tutti i dinosauri mesozoici.

Il Cratere degli Astroni, a soli 5 km da Napoli, ben più vicino a noi nello spazio e nel tempo, non è un cratere da impatto come quello del famoso meteorite, bensì la caldera di un vulcano spento; ciò nonostante, vederlo popolato dai “Dinosauri in Carne e Ossa” sarà un’esperienza di sicura suggestione. La mostra, nata dalla collaborazione con WWF Oasi al Cratere degli Astroni, descrive quindi il fenomeno dell’estinzione, descrivendola come una concatenazione di eventi naturali che schiudono nuove opportunità all’evoluzione della vita sul nostro pianeta. Facendola leggere anche come la conseguenza degli interventi scriteriati e innaturali di una specie dominante, quella umana, sui delicati equilibri della biosfera, traducibili invece in un depauperamento senza ritorno della biodiversità.

“Le estinzioni di massa – spiega Antonio Canu, presidente dell’oasi Wwf degli Astroni – rappresentano un fenomeno avvenuto più volte nel corso dei tempi geologici, con la scomparsa più o meno “istantanea” di interi gruppi animali e vegetali. Sono state causate da varie forme di stress ambientale che spesso funzionano in sinergia, come intense eruzioni vulcaniche su tutto il globo, l’improvvisa caduta di corpi extraterrestri, la formazione di estese calotte glaciali, i grandi mutamenti climatici. Le estinzioni di massa precedenti alla comparsa del genere umano sono cinque”.

Cinque grandi lezioni a cui dobbiamo guardare senza paura ma con la consapevolezza di dover imparare da quanto accaduto in passato: “Oggi – afferma Simone Maganuco, co-curatore della mostra – in una società come la nostra che non vuole rendersi colpevole di provocare una nuova estinzione di massa, la sesta, appare di fondamentale importanza comprendere i meccanismi che hanno determinato l’adattamento e poi l’eclissi di linee evolutive di grande successo, come quella dei dinosauri mesozoici. E’ necessario capire come una catastrofe possa tramutarsi in una risorsa, rendendo possibile la nascita di altre forme di vita, soltanto a patto che sia un prodotto delle leggi della natura. Quelle leggi che l’uomo ha sfidato fin dalle sue origini, modificando e sfruttando l’ambiente in cui viveva in modo sempre più invasivo e ben oltre le necessità dettate dalla sopravvivenza della propria specie”.

Dal 10 marzo al 10 novembre 2019, sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 18 (la biglietteria chiude alle 16). Nei giorni feriali la mostra apre su prenotazione di gruppi o scolaresche.

Condividi:
  • 11
    Shares

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *