Terza dose dopo AstraZeneca e Pfizer, studio: forte risposta da 6 vaccini diversi
“E’ davvero incoraggiante che un’ampia gamma di vaccini, che utilizzano tecnologie diverse, mostri benefici come terza dose per AstraZeneca o Pfizer-BioNTech – osserva Saul Faust, responsabile della sperimentazione, University Hospital Southampton NHS Foundation Trust -. Questo dà fiducia e permette flessibilità nello sviluppo dei programmi di richiamo”. L’esperto fa notare che i risultati dello studio si riferiscono “solo a questi vaccini come richiamo alle due vaccinazioni primarie e alla risposta immunitaria che guidano a 28 giorni” di distanza dall’iniezione. “Ulteriori lavori genereranno dati a 3 mesi e un anno dopo che le persone hanno ricevuto i loro booster, e aiuteranno a capire l’impatto sulla protezione a lungo termine e sulla memoria immunologica”. Fra i limiti dello studio viene segnalato che l’intervallo tra la seconda e la terza dose è stato più breve in alcuni partecipanti, rispetto alle prime due dosi. Diversi studi hanno dimostrato che un periodo di tempo più lungo tra la prima e la seconda dose può migliorare l’immunogenicità, comprese migliori risposte anticorpali, quando le dosi iniziali di vaccino Pfizer sono distanziate di 12 settimane anziché di 3 settimane. Ciò potrebbe significare che l’aumento dell’immunità è inferiore a quello che si avrebbe se fossero stati utilizzati intervalli di dose più lunghi.
