Trenta anni fa nasceva il R.O.S. (Raggruppamento Operativo Speciale) dei Carabinieri
Il raggruppamento operativo speciale (più spesso indicato semplicemente con l’acronimo ROS) compie oggi 30 anni. E’ l’unico organo investigativo dell’Arma dei Carabinieri con competenza sia sulla criminalità organizzata sia sul terrorismo. Il raggruppamento ha la consistenza di una brigata, inserita ordinativamente nel Comando delle unità mobili e specializzate “Palidoro”, mentre dipende funzionalmente direttamente dal Comando generale sotto il profilo tecnico-operativo.

Nacque dalle ceneri del Nucleo speciale antiterrorismo creato intorno ai primi anni settanta del XX secolo dal generale Carlo Alberto Dalla Chiesa per contrastare il fenomeno del terrorismo su tutto il territorio nazionale (aveva sedi a Genova, Napoli, Milano, Padova, Bologna, Roma e Torino). Venne istituito formalmente il 3 dicembre 1990 con il decreto legge 13 novembre 1990 n. 324 e successivamente con decreto legge 13 maggio 1991, n.152, convertito dalla legge 12 luglio 1991, venne prevista l’istituzione di “Servizi centrali ed interprovinciali di polizia giudiziaria dell’Arma dei Carabinieri, della Polizia di Stato (Servizio centrale operativo) e della Guardia di Finanza (Servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata)” al fine di assicurare il collegamento delle attività investigative relative ai delitti di criminalità organizzata.

Nel 1992, all’interno del ROS, fu creata un’unità speciale: il CrimOr, che guidato dal capitano Sergio De Caprio (nella foto), nome in codice “Ultimo”, pochi mesi dopo portò alla cattura del capo di Cosa nostra Totò Riina. Nel 2001 venne potenziato con 200 uomini il reparto antiterrorismo, e così il ROS nel 2002 raggiunse i 1.214 componenti. Nel 2012 nasce il reparto crimini violenti e nel 2015 quello Indagini Telematiche.
I Carabinieri scrivono oggi:
“I rami di un albero crescono separati ma le radici sono le stesse e si intrecciano tra loro. Quelle del Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri affondano nel Nucleo Speciale di Polizia Giudiziaria, nella figura eroica del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, nel sacrificio di tanti uomini che con il loro lavoro, spesso oscuro, hanno contribuito alla tenuta democratica dello Stato. Da 30 anni, il Ros è l’erede e il custode di quell’esperienza, con l’unica stella polare di proteggere la collettività, le libere istituzioni dall’eversione, dal terrorismo, dalla criminalità organizzata. Ogni giorno, ogni ora, silenziosi e invisibili, avvalendosi nelle indagini di tutte le risorse che le moderne tecnologie consentono. Quella che resta antica è la vocazione“.
