Covid Italia, Rt stabile: cala l’incidenza. Cala occupazione reparti e terapie intensive. Tutte le regioni a rischio basso tranne Lazio moderato
Cala occupazione reparti e terapie intensive
Cala leggermente l’occupazione dei reparti ospedalieri e delle terapie intensive da parte di pazienti Covid. Secondo i dati del report, “il tasso di occupazione in terapia intensiva” è infatti “in lieve diminuzione al 4,6% (rilevazione giornaliera ministero della Salute). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale diminuisce al 5,5%”.
Continua calo casi non associato a catene trasmissione
E’ ancora “in diminuzione il numero di nuovi casi” di Covid-19 “non associati a catene di trasmissione (7.070 vs 8.482 della settimana precedente)”. “La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in lieve aumento (34% vs 33% la scorsa settimana) – riferisce l’Iss – Diminuisce leggermente invece la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (45% vs 46%). Resta stabile la percentuale di casi diagnosticata attraverso attività di screening (21% vs 21%)”.
Tutte le regioni a rischio basso tranne Lazio moderato
“Una sola Regione risulta classificata a rischio moderato, secondo il Dm del 30 Aprile 2020. Le restanti 20 Regioni/Province autonome risultano classificate a rischio basso”, secondo i dati contenuti nel report diffuso dall’Istituto superiore di sanità (Iss), sul Monitoraggio della Cabina di regia relativo all’andamento di Covid-19. Dalle tabelle allegate alla bozza del documento, la classificazione complessiva del rischio risulta moderata per il Lazio. “Solo una Regione/Provincia autonoma – continua il rapporto – riporta un’allerta di resilienza”, cioè Bolzano, sempre secondo gli allegati in bozza. “Nessuna riporta molteplici allerte di resilienza.
Delta dominante, avanti con vaccini, tracciamento e prudenza
“Una più elevata copertura vaccinale ed il completamento dei cicli di vaccinazione rappresentano gli strumenti principali per prevenire ulteriori recrudescenze di episodi di aumentata circolazione del virus” Sars-CoV-2 “sostenuta da varianti emergenti”, il monito che viene ribadito nel report. Nel testo si ribadisce anche l’opportunità di “realizzare un capillare tracciamento e contenimento dei casi, mantenere elevata l’attenzione ed applicare e rispettare misure e comportamenti per limitare l’ulteriore aumento della circolazione virale”. Anche per tenere a basa la variante Delta che, come si ricorda nella bozza del documento, è “dominante dal mese di luglio” in Italia, come lo è attualmente nell’intera Unione europea. Ed è associata a una maggiore trasmissibilità.
