Fisco, Ocse: in Italia ridurre complessità sistema e tasse lavoro

Aumento dell’occupazione richiederà adeguamento delle imposte Roma, 6 set. (askanews) – L’Ocse suggerisce all’Italia “una riforma fiscale olistica che mitighi la complessità del regime e riduca permanentemente le imposte sul lavoro, finanziata grazie alle entrate derivanti da migliori livelli di compliance, minori spese fiscali e maggiori imposte su beni immobili e successioni”. Secondo l’ente parigino bisogna “ridurre le aliquote fiscali marginali effettive per i redditi secondari” e “migliorare l’accesso a servizi di qualità di assistenza all’infanzia in tutte le Regioni”. Nel rapporto sull’economia italiana pubblicato oggi, l’Ocse rileva che rispetto agli altri Paesi nella Penisola il gettito derivante dalle tasse sul lavoro è più elevato, mentre il gettito derivante dalle imposte di successione e dalla riscossione dell’Iva è più basso. Il cuneo fiscale sul lavoro è elevato, ma è stato ridotto attraverso sgravi fiscali sul reddito, riforme degli assegni alle famiglie e tagli temporanei ai contributi sociali. Intanto la partecipazione alla forza lavoro è diminuita bruscamente nel 2020 e rimane particolarmente bassa per le donne, in primis per quante hanno figli. Secondo l’Ocse “un aumento quantitativo e qualitativo dei posti di lavoro richiederà un adeguamento delle imposte sul lavoro. Il lavoro ad orario ridotto e il divieto di licenziamento hanno limitato gli esuberi. Tuttavia, i giovani, le donne e i lavoratori nelle regioni meridionali, tendenzialmente assunti con contratti interinali e a tempo determinato, sono stati meno protetti”. “La quantità e la qualità delle competenze devono crescere per contrastare i bassi livelli di alfabetizzazione digitale e di apprendimento continuo degli adulti”. E secondo l’Ocse “persistono sfide al livello di fornitura di servizi pubblici per l`occupazione, sebbene il Governo stia introducendo un nuovo approccio finalizzato alla formazione dei disoccupati”.

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