3 settembre 1982: in via Isidoro Carini a Palermo, cadono sotto i colpi della mafia il prefetto della città, Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo. Una challenge social promossa dal Capitano Ultimo per ricordare il Generale
3 settembre 1982: in via Isidoro Carini a Palermo, cadono sotto i colpi della mafia il prefetto della città, Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo. Figlio di un generale dei Carabinieri, Romano dalla Chiesa, e di Maria Laura Bergonzi, entrò nell’Arma durante la seconda guerra mondiale e partecipò alla Resistenza. Dopo la guerra combatté il banditismo prima in Campania e quindi in Sicilia; dopo vari periodi a Firenze, Como, Roma e Milano, tra il 1966 e il 1973 fu nuovamente in Sicilia dove, con il grado di colonnello, comandante della Legione Carabinieri di Palermo, indagò su Cosa nostra. Divenuto generale di brigata a Torino dal 1973 al 1977, fu protagonista della lotta contro le Brigate Rosse; su sua proposta venne creato il “Nucleo Speciale Antiterrorismo” attivo tra il 1974 e il 1976.

Promosso generale di divisione, fu nominato nel 1978 coordinatore delle forze di polizia e degli agenti informativi per la lotta contro il terrorismo, con poteri speciali. Dal 1979 al 1981 comandò la Divisione Pastrengo a Milano; tra il 1981 e il 1982 fu vicecomandante generale dell’Arma. Nel 1982 venne nominato prefetto di Palermo con l’incarico di contrastare Cosa nostra così come aveva fatto nella lotta al terrorismo. Fu ucciso nella città siciliana pochi mesi dopo il suo insediamento nella strage di via Carini dove perirono anche la consorte Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo. Fu insignito di medaglia d’oro al valore civile alla memoria; la salma è attualmente tumulata nel Cimitero della Villetta, a Parma.
Sono passati 39 anni dalla strage di Via Carini a Palermo ove – per mano mafiosa – furono trucidati il Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, sua moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo. E’ L’Associazione Volontari Capitano Ultimo Onlus con sede a Roma, ma con diversi distaccamenti regionali in fase di organizzazione, a farsi promotrice di un’iniziativa social, nata grazie proprio al Capitano Ultimo che – così – vuole rendere omaggio ai Caduti di quel vile attentato ed, in particolare, mantenere vivi i valori e gli insegnamenti del Generale a cui tanto si è ispirato mettendoli in pratica nella sua lunga carriera militare. “#ioricordoilgenerale” questo il nome della challenge attivata in questi giorni.

“Il 3 settembre 2021 ricorderemo il Generale Carlo Alberto dalla Chiesa e lo faremo sulle strade a Lui intitolate, nei paesi più piccoli e sperduti della nostra Italia – scrive Ultimo sui Social – chiunque può partecipare inviando entro le ore 10:00 del 3 settembre 2021 un saluto con foto (o un breve video) via messenger alle varie Pagine dei Distaccamenti Regionali dei Volontari del Capitano Ultimo, indicando il nome della città oppure direttamente a questa e-mail: ioricordoilgenerale@gmail.com Le immagini e i video pervenuti da tutta Italia in omaggio al Generale dalla Chiesa saranno poi montati e verrà realizzato un filmato che verrà mostrato in anteprima nella ricorrenza del 3 settembre organizzata, come ogni anno, alla Casa Famiglia del Capitano Ultimo in via tenuta della Mistica a Roma e poi diffusa sui canali dell’associazione “Onlus Volontari Capitano Ultimo”.
L’omaggio del Presidente della Repubblica Mattarella: “A trentanove anni dal tragico agguato del 3 settembre 1982 a Palermo, rendo commosso omaggio al ricordo del Prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, della signora Emanuela Setti Carraro e dell’agente Domenico Russo, vittime della ferocia mafiosa. La loro barbara uccisione rappresentò uno dei momenti più gravi dell’attacco della criminalità organizzata alle Istituzioni e agli uomini che le impersonavano, ma, allo stesso tempo, finì per accentuare ancor di più un solco incolmabile fra la città ferita e quella mafia che continuava a volerne determinare i destini con l’intimidazione e la morte. A quell’odiosa sfida la comunità nazionale nel suo complesso, pur se colpita e scossa, seppe reagire facendosi forte della stessa determinata e lucida energia di cui Carlo Alberto Dalla Chiesa aveva già dato esempio, durante il suo brillante percorso nell’Arma dei Carabinieri, nell’impegno contro organizzazioni criminali e terroristiche“. Lo afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una dichiarazione rilasciata nell’anniversario degli omicidi.
“Pur nella brevità dell’incarico svolto a Palermo, il sacrificio del Prefetto Dalla Chiesa e il suo lascito ideale contribuirono ad orientare molte delle scelte che, negli anni successivi, hanno consentito un salto di qualità nell’azione di contrasto ai fenomeni di infiltrazione mafiosa nell’economia e nella Pubblica Amministrazione. Norme e poteri di coordinamento più incisivi diedero nuovo vigore alle strategie di contrasto alla criminalità organizzata e rafforzarono la fiducia degli apparati pubblici che la combattevano; mentre, nella società civile, cresceva un sentimento di cittadinanza attiva, portatore di una cultura dei diritti contrapposta alle logiche dell’appartenenza e del privilegio. Nel ricordo di quell’estremo sacrificio, rinnovo alle famiglie Dalla Chiesa, Setti Carraro e Russo i sentimenti di vicinanza e partecipazione miei e dell’intero Paese “.
