Camorra: rimosse le ceneri del baby boss Emanuele Sibillo situate all’interno di un altare in strada dedicato alla Madonna. Urna riconsegnata ai familiari del giovane ucciso nel 2015

Sacro e profano: è stata rimossa e consegnata alla famiglia l’urna funeraria con le ceneri del baby boss Emanuele Sibillo, sistemata all’interno di un altare dedicato alla Madonna atto realizzare al civico 26 di via Santissimi Filippo e Giacomo, nel cuore di Napoli, dove risiedono i Sibillo.     I carabinieri, contestualmente al blitz coordinato dalla Dda che ha portato all’arresto di 21 presunti appartenenti al gruppo camorristico dei Decumani, hanno anche fatto rimuovere dall’altare i simboli dedicati al baby boss, ucciso nel 2015 all’età di 19 anni, in un agguato scattato a ridosso di Castel Capuano, in un vicolo soprannominato “vicolo della morte”, roccaforte della famiglia Buonerba rivale dei Sibillo.

Commercianti trascinati e costretti a inginocchiarsi dinanzi all’altarino realizzato in memoria di Emanuele Sibillo, capo 19enne della cosiddetta “paranza dei bambini”, ucciso a Napoli nel luglio 2015. E’ quanto emerso nel corso delle indagini, condotte dai carabinieri e coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia partenopea, che all’alba hanno portato all’arresto di 21 persone legate al clan camorristico Sibillo. Le vittime del “pizzo”, da quanto emerso dalle investigazioni, erano convocate dagli estorsori e proprio dinanzi alla cappella votiva realizzata nel “palazzo della buonanima”, veniva loro formulata la richiesta estorsiva. L’altarino era stato realizzato in un cortile dove abita parte della famiglia del ragazzo, in vico Santi Filippo Giacomo, di fronte all’ingresso della scuola statale Teresa Confalonieri. L’edicola votiva, all’interno della quale vi era anche l’urna cineraria con il resti del 19enne, non era dunque solo un luogo di commemorazione per la famiglia, ma un simbolo che serviva per dimostrare il potere del gruppo criminale legato ai Contini e al cartello camorristico dell’Alleanza di Secondigliano. L’altarino è stato sequestrato, su disposizione della Dda, nell’ambito dell’operazione odierna e smantellato da parte dei vigili del fuoco che hanno portato via anche tendaggi, un busto raffigurante il volto di Emanuele Sibillo, una statua oltre a foto e luci.

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