E’ morto il principe Filippo, il marito della regina aveva 99 anni. L’annuncio di Buckingham Palace

E’ morto il principe Filippo, aveva 99 anni. Il marito della regina Elisabetta all’inizio di marzo era stato sottoposto “con successo” ad una “procedura” per curare una condizione cardiaca preesistente, come aveva annunciato Buckingham Palace. Il 99enne duca di Edimburgo era rimasto in ospedale per “un certo numero di giorni”. Il consorte della regina era stato ricoverato in ospedale dal 16 febbraio, a seguito di un malore. Il principe era prima stato in cura al King Edward VII’s Hospital di Londra e poi trasferito lunedì al St. Bartholomew’s Hospital.

Nel comunicato la Regina ha espresso il proprio “profondo dolore” per la scomparsa del consorte, al quale si era riferita come “costante guida e ispirazione” nel discorso tenuto nel 2012 in occasione del Diamond Jubilee, i cinquant’anni dall’ascesa al trono.  Il protocollo prevede otto giorni di lutto nazionale; la salma verrà esposta a St. James’s palace prima di essere tumulata nella cappella reale del Castello di Windsor. Nato a Corfu il 10 giugno del 1921, dopo aver assunto la cittadinanza britannica adottò il cognome Mountbatten, versione anglicizzata del cognome materno, Battemberg. Durante la Seconda Guerra Mondiale Filippo prestò servizio nella Royal Navy, ma dovette rinunciare alla carriera militare dopo il fidanzamento con Elisabetta, conosciuta nel 1939 (nel 2011, in occasione de suo novantesimo compleanno, la regina gli concesse tuttavia il titolo di Lord High Admiral).  Il matrimonio con l’allora erede al trono venne celebrato il 20 novembre del 1947; cinque anni dopo toccò proprio a Filippo informare Elisabetta, nel corso di una visita in Kenya, della morte di Giorgio VI e quindi dell’ascesa al trono. Inizialmente semplice consorte – seppure di sangue reale sia da parte di padre che di madre – nel 1957 Filippo venne nominato Principe del Regno Unito. Il suo ruolo istituzionale tuttavia è consistito sempre nel sostenere la moglie (che non ha mai pensato di delegargli nessuno dei compiti istituzionali del monarca) in decenni di grandi cambiamenti sociali e difficoltà sia per il Paese che per la stessa Corona (la cui percezione da parte dell’opinione pubblica è drasticamente mutata nell’ultimo mezzo secolo). D’altronde, quando ha avuto l’occasione di fare di propria iniziativa Filippo ha causato non pochi imbarazzi: il Principe consorte era noto soprattutto per le sue esternazioni poco ortodosse, tanto che alcuni anni fa ne venne tratto un libro intitolato “The Duke of Hazard: the wit and wisdom of Prince Philip”: cento pagine che ne raccolgono il fior fiore delle ‘gaffe’ mediatiche, spesso politically-incorrect. Memorabili rimangono le seguenti: “Se rimarrete qui un po’ di più vi verranno gli occhi a mandorla”, rivolto nel 1986 a un gruppo di studenti inglesi a Pechino e l’aver domandato a un ingegnere della motorizzazione scozzese come facesse a “tenere i nativi lontani dalla bottiglia abbastanza a lungo” da permettere loro di superare l’esame di guida.

Il premier britannico Boris Johnson ha dichiarato di aver appreso “con grande tristezza” della morte del principe Filippo. Parlando a Downing Street, Johnson ha sottolineato che il principe “si è guadagnato l’affetto di generazioni qui nel Regno Unito, in tutto il Commonwealth e in tutto il mondo” e ha “ispirato la vita di tantissimi giovani”. “È stato il consorte più longevo della storia, uno degli ultimi sopravvissuti in questo paese ad aver partecipato alla II Guerra Mondiale, nei cui dispacci veniva menzionato per il suo coraggio”, ha rimarcato. Filippo, ha aggiunto Johnson, “ha contribuito a guidare la famiglia reale e la monarchia in modo che rimanga un’istituzione indiscutibilmente vitale per l’equilibrio e la felicità della nostra vita nazionale”.

 

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