Il sindaco di Napoli De Magistris: “La vaccinazione di massa sulle isole non mi convince, il coordinamento deve essere dello Stato”. “Manca l’autorevolezza dell’Italia e dell’Europa”

Per il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, il programma della regione Campania che prevede di avviare la vaccinazione di massa nelle isole di Capri, Ischia e Procida “è un’idea che a me non convince per nulla”. L’ex magistrato, intervenuto a Radio24 evidenzia che “lo ha detto la Corte Costituzionale che la pandemia è un’emergenza mondiale, la salute è un bene nazionale e il coordinamento deve essere lo Stato – continua de Magistris – Mai possibile che lo Stato non riesca a dire i criteri, dalla Lombardia alla Sicilia, con cui si devono somministrare i vaccini, senza discriminazioni territoriali? Non credo ci voglia molto”. “Qui si sveglia uno la mattina e dice ‘vacciniamo i magistrati’, poi arriva un altro e dice ‘facciamo i giornalisti’, e un altro ancora che chiede dei veterinari. Non funziona, secondo me cosi’ non facciamo quello scatto decisivo. Ci possiamo mettere pure la divisa e dire che siamo in guerra ma io ho l’impressione che dobbiamo pensare alla ricostruzione: la guerra senza munizioni non si vince” conclude.

“Sui vaccini, che è il tema più importante, l’autorevolezza dell’Europa e quindi dell’Italia, non c’è stata, perché se guardiamo all’approvvigionamento e visto che si parla tanto di guerra: l’Italia e l’Europa hanno perso la guerra. Ci sono paesi che sono davanti a noi come Inghilterra, Russia, Cina, Israele e addirittura qualche paese che non è nemmeno nel G20”. Così il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, parlando alla trasmissione “Barba&Capelli” in onda su radio Crc. Per l’ex magistrato quando si parla di “autorevolezza dello Stato in momenti come questi, va misurata negli atti concreti che si riescono a realizzare e come si affronta una crisi sociale, economica o del lavoro”. “L’autorevolezza del governo significa anche come gestisci un piano vaccinale, dove ancora non c’è un piano nazionale e ci sono ancora discriminazioni territoriali tra regioni dove una è più avanti dell’altra: non c’è uniformità di somministrazione” evidenzia il primo cittadino. “La crisi sociale, economica e del lavoro a me pare si stia affrontando con le stesse misure sia da Draghi che da Conte, con qualche ristoro a pioggia, però non c’è il cambio di passo per affrontare la crisi che morde e la criminalità che è lì ad approfittarne” conclude.

 

 

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