AstraZeneca: la Regione Campania sospende il vaccino. Stop precauzionale alle somministrazioni di tutti i lotti dopo i casi di morte dei tre militari in Sicilia

Secondo quando comunica l’ASL Napoli 1, la Regione Campania ha sospeso  la somministrazione del siero AstraZeneca, indipendentemente dai lotti. E’ una decisione puramente a scopo precauzionale decisa ieri sera dopo il ritiro del Lotto ABV2856 scattato a seguito delle morti sospette di tre militari in Sicilia. I cittadini convocati, 1600 solo a Napoli tra personale scolastico e forze dell’ordine, previsti nel pomeriggio alla Mostra d’Oltremare, cosi come anche le somministrazioni previste nell’intera Regione, dovranno aspettare il nuovo via libera dell’AIFA.

NAPOLI E PROVINCIA: Due decessi dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca, a Napoli e in provincia, ma in nessuno dei due casi era stata somministrata una dose del lotto ‘sospetto’ bloccato oggi dall’Aifa in tutta Italia. Per Annamaria Mantile, 62 anni, docente napoletana, l’autopsia ha già chiarito che la morte è stata provocata da un infarto intestinale e non aveva legami con la vaccinazione, anche se la famiglia va avanti nella volontà di avere chiarezza minuziosa. Nel caso di Vincenzo Russo, 58 anni, residente ad Afragola e dipendente di una scuola a Casalnuovo, l’autopsia sarà eseguita nei prossimi giorni; l’uomo aveva ricevuto lunedì scorso il vaccino alla Mostra d’Oltremare e successivamente ha accusato un malore che lo ha portato al ricovero e, ieri, alla morte. Sia la vaccinazione della docente che quella di Russo sono avvenute, si apprende da fonti della Asl Napoli 1, in un periodo successivo ai giorni di febbraio in cui sono state impiegate le dosi del lotto ABV2856.

SICILIA: Sono due le morti su cui in Sicilia si cerca di far luce, per capire se siano collegate in qualche modo alla somministrazione del vaccino Astrazeneca. Si tratta di Stefano Paternò, militare 43enne originario di Corleone e in servizio ad Augusta, e Davide Villa, investigatore 50enne della Squadra Mobile di Catania. Due casi sui quali le procure di Siracusa e di Catania hanno aperto due inchieste, con i magistrati aretusei che hanno anche iscritto già dieci persone nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo. Stefano Paternò è morto per un arresto cardiaco sopraggiunto il giorno dopo essersi sottoposto al vaccino Astrazeneca appartenente al lotto ABV2856, quello di cui l’Aifa ha chiesto il sequestro in tutta Italia. Una morte le cui circostanze richiamano quelle della scomparsa, 13 giorni fa, di Davide Villa, agente della deceduto all’ospedale San Marco di Catania per una trombosi che gli ha causato un’emorragia celebrale. Sulle due vicende vuole vederci chiaro anche la Regione Siciliana che di concerto con Roma ha ritirato le dosi di vaccino giunte sull’isola e appartenenti al lotto sotto indagine. “Io stesso ho sentito nelle scorse ore il ministro Speranza del lotto che riguarda questa distribuzione in Sicilia come in altre regioni d’Italia erano arrivate numerose dosi – ha spiegato l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza -. Segnatamente in Sicilia oltre 20mila dosi 18mila delle quali già somministrate. L’attenzione è massima, il Governo nazionale ha chiesto ad Aifa ed Ema dei intervenire con rapidità però noi dobbiamo proseguire in maniera responsabile perchè tutti i cittadini siciliani, al pari del resto degli italiani, hanno visto nella vaccinazione una speranza per potere tornare ala normalità. Serve il massimo della chiarezza. Il mio appello che è lo stesso del ministro della Salute è quello di dare il più possibile chiarezza ed essere a disposizione, come siamo stati fin da subito, di tutte le autorità giudiziarie inquirenti per potere favorire il più possibile l’accertamento rapido di una verità che serva anche a dare sicurezza e certezza ai cittadini”. Non ci sarebbe invece alcun collegamento fra il vaccino Astrazeneca e la morte del maresciallo dei carabinieri Giuseppe Maniscalco, 54 anni, vice comandante della sezione di pg presso la Procura di Trapani. Anche Maniscalco si sarebbe sentito male dopo avere ricevuto la prima dose del vaccino, e la Procura trapanese aveva aperto nei giorni scorsi un’inchiesta. Il sottufficiale è stato sottoposto ad autopsia che ha dato esito negativo. L’Asp sta comunque verificando se la dose del vaccino utilizzato faccia parte dello stesso lotto di cui oggi è stato disposto il sequestro.

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