Corona: “Chiedo perdono ma non voglio tornare all’inferno”, in ballo il suo rientro in carcere: “Ho sbagliato, non sono criminale”
“Mi dispiace se ho sbagliato, come dite voi ho commesso gravi violazioni”. Ad ammetterlo è Fabrizio Corona che ha postato sul suo profilo Instagram due pagine di appunti scritti a mano in vista dell’udienza davanti al giudici del Tribunale di Sorveglianza di Milano chiamati a pronunciarsi sulla revoca del differimento pena e, perciò, sul suo ritorno in carcere. In gioco, sul piano pratico, c’è il destino dell’ex fotografo dei vip, che a dicembre aveva ottenuto in via provvisoria il differimento della pena per potersi curare dalla sua “patologia psichiatrica”: provvedimento che aveva comportato il suo trasferimento dal carcere di San Vittore prima in una casa di cura e, infine, in detenzione domiciliare. E ai giudici che dovranno stabilire se farlo tornare in carcere, Corona ammette di aver “sbagliato”, chiede “perdono” e si definisce “un essere umano, non un criminale”. La richiesta è quella di evitargli il “ritorno all’inferno” rappresentato da un possibile rientro in cella. “Non sono e non sarò più quello di prima. E poi sono vecchio”, è il suo appello. “Durante la notte ho i flashback come i reduci dal Vietnam”, afferma ancora Corona ancora ricordando “gli anni di galera”. Infine un’ultima precisazione: “Da 15 anni non ho commesso più un reato, a parte una condanna di 6 mesi per reati fiscali”.
