Covid-19, per sei Paesi dell’Ue è “inaccettabile” la riduzione del vaccino Pfizer dopo la decisione dell’azienda di ridurre le consegne

Sei Paesi dell’Unione europea hanno definito “inaccettabile” la decisione di Pfizer di ridurre le consegne di vaccino anti-Covid nelle prossime settimane. Per la Svezia, la Danimarca, la Finlandia, la Lituania, la Lettonia e l’Estonia questo rallentamento nelle spedizioni delle dosi “riduce la credibilità del processo di vaccinazione”. I sei Paesi hanno chiesto all’Ue di mettere pressione sul consorzio Pfizer-BioNTech dopo che la società americana ha annunciato una riduzione delle forniture per questioni tecniche legate alla produzione. Anche se l’Ue non si basa soltanto sul preparato Pfizer per la sua campagna di immunizzazione, dopo aver approvato il vaccino Moderna ed essere in procinto di dare l’ok ad AstraZeneca, la decisione di Pfizer ha scosso molti dei governi europei e i loro programmi. Il ministero della Salute tedesco ha definito l’annuncio di Pfizer sorprendente e spiacevole sottolineando l’obbligo di forniture firmato fino a metà febbraio. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato ieri di essere stata rassicurata dai vertici del colosso farmaceutico che le consegne del primo trimestre saranno garantite. Un terzo del Paesi Ue ha dichiarato di avere dosi “insufficienti” di vaccino. La Lituania ha ottenuto la metà delle dosi di vaccino promesse da Pfizer entro metà febbraio. Il Belgio dovrebbe ricever metà delle dosi entro gennaio. La Norvegia ha detto che Pfizer ha già ridotto le forniture verso il Paese e sarà necessario usare gli stock di emergenza.

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