Scoperto dalla Guardia di finanza di Bergamo un giro di fatture false per 40 mln di euro, 4 arresti e sequestri per 27 mln
I finanzieri di Bergamo hanno arrestato quattro persone (tre in carcere e una ai domiciliari) ritenuti al vertice di un gruppo criminale che commetteva reati tributari, fallimentari, riciclaggio, usura ed estorsione. Sequestrati anche beni e disponibilità finanziarie per oltre 27 milioni di euro; disposto il divieto di esercitare imprese o ricoprirne uffici direttivi per un quinto indagato ed eseguite 19 perquisizioni locali e personali presso le abitazioni degli indagati nelle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Vicenza, Verona. Le misure cautelari concludono un`indagine coordinata dalla Procura di Bergamo e condotte dalla Finanza di Sarnico. Le attività investigative, avviate d`iniziativa nel corso del 2018 a seguito di una verifica fiscale, avevano già portato nel febbraio 2019 al sequestro di beni e disponibilità finanziarie per un valore di oltre 4 milioni di euro. L`indagine è proseguita attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, servizi occulti di osservazione e controllo, esame di documentazione contabile e bancaria, audizione di testimoni. È stato così possibile ricostruire una fitta rete di società, costituite e amministrate direttamente o a mezzo di prestanomi complici dei principali indagati, utilizzate per emettere dal 2015 al 2018, fatture relative ad operazioni inesistenti per oltre 40 milioni di euro, in favore di numerose società compiacenti operanti nel Nord Italia, principalmente nel settore edile, della meccanica, del commercio di bancali in legno e pellet. Un articolato e insidioso meccanismo criminale creato solo per consentire un`evasione milionaria a vantaggio di numerosi imprenditori utilizzatori delle false fatture, ma che è servito anche per mascherare la restituzione di capitali concessi in prestito a tassi usurari dagli indagati ad aziende in difficoltà. Grazie agli accertamenti bancari, i militari di Sarnico sono risaliti anche ai flussi finanziari verso conti esteri accesi presso istituti di credito in Polonia, Slovenia e Repubblica Slovacca sui quali sono confluiti pagamenti di fatture false, successivamente monetizzati con prelevamenti di denaro contante e reintrodotti sul territorio nazionale con l`utilizzo di “spalloni”.
Sono stati colpiti dalle misure cautelari e condotti in carcere a Bergamo tre imprenditori, un quarantacinquenne originario di Chiari (Brescia) e residente nel bresciano, un quarantacinquenne di Calcinate (Bergamo) e un cinquantasettenne di Bergamo, residenti rispettivamente a Telgate (Bergamo) e Scansorosciate (Bergamo). Un trentenne originario di Monza e residente nel cremonese è invece finito agli arresti domiciliari. Raggiunto dalla misura dell`interdizione per un anno ad esercitare attività d`impresa un sessantottenne originario e residente nel bresciano. Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati nei confronti degli indagati beni e valori quantificati ad oggi in oltre 7,5 milioni di euro. Si tratta di diversi immobili, tra cui quattro ville, alcune in località turistiche marine e montane, depositi, magazzini e fabbricati industriali ma anche terreni, diverse autovetture e moto, gioielli, orologi, quote societarie, denaro contante e disponibilità bancarie e postali. Gli elementi complessivamente raccolti nel corso delle indagini hanno consentito di denunciare 22 persone coinvolte, a vario titolo, nell`illecito sistema scoperto dalle Fiamme Gialle, sequestrare beni e disponibilità finanziarie per complessivi 12 milioni di euro, elevare contestazioni fiscali ai fini delle imposte dovute e IVA per oltre 19 milioni di euro e quantificare ulteriori operazioni imponibili per oltre 42 milioni di euro, che formeranno oggetto di specifici recuperi.A
