Nelle carceri campane nove suicidi dall’inizio dell’anno e 158 positivi, puntare sul reinserimento lavorativo dei detenuti dice il presidente del Consiglio regionale
Nelle carceri campane ci sono stati, dall’inizio del 2020, nove suicidi e la diffusione del contagio da Covid-19 ha fatto registrare 158 detenuti positivi, tra cui tre ricoverati presso i presidi ospedalieri esterni, 160 operatori del sistema carcerario contagiati, e il responsabile medico della sanità penitenziaria del carcere di Secondigliano, deceduto. I “Quaderni di ricerca”, presentati in consiglio regionale, hanno fotografato la condizione carceraria in Campania e avanzato proposte per migliorarla e favorire il reinserimento lavorativo e sociale degli ex detenuti. “Nell’affrontare le problematiche del mondo carcerario bisogna sempre tenere presente il principio fondamentale sancito dalla nostra Costituzione, ovvero che la pena deve essere finalizzata alla rieducazione del condannato e al suo reinserimento sociale – ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale della Campania, Gennaro Oliviero – per questo, vanno garantite, dallo Stato e dalla Regione, le azioni tendenti all’istruzione, alla formazione, al reinserimento lavorativo e sociale dei detenuti. In questo scenario, è importante la figura del Garante regionale dei detenuti che consente alla Regione di conoscere approfonditamente le problematiche delle carceri e di promuovere iniziative per la loro risoluzione. Penso, in particolare, alle esigenze sanitarie, che l’emergenza Covid-19 ha messo in evidenza con particolare forza, e a quelle legate al reinserimento lavorativo dei detenuti, per il quale bisogna intensificare gli sforzi.
In tale ottica – ha detto Oliviero – daremo vita ad un gruppo di lavoro che possa approfondire le principali questioni da affrontare, anche al fine di sviluppare un’iniziativa legislativa di modifica della legge regionale n. 18 del 24 luglio 2006 istitutiva dell’Ufficio del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Campania per renderlo più incisivo ed adeguato”. “Nell’opuscolo, che abbiamo realizzato insieme con l’Osservatorio regionale sulla detenzione, affrontiamo i problemi del pianeta-carcere nel delicato momento che stiamo vivendo, tra emergenza Covid-19, suicidi, sanità inadeguata ed affettività mancata – ha spiegato il garante regionale dei Diritti dei detenuti della Campania, Samuele Ciambriello – Per quanto riguarda il tema dell’affettività ristretta, in molti istituti sono state create aree verdi per incontrare i familiari, ma le azioni messe in campo sono ancora insufficienti per garantire quella che è un’esigenza fondamentale ed un diritto che la detenzione non deve sottrarre. Inoltre – ha concluso Ciambriello – soprattutto per il carcere di Poggioreale, urge un’azione di ristrutturazione e di ampliamento degli spazi carcerari e, a questo proposito, chiedo perché i dodici milioni di euro per la ristrutturazione di questo istituto penitenziario, messi a disposizione del Provveditorato campano per le opere pubbliche, non siano stati spesi”.
