Covid, riconoscimento economico a 436 infermieri della Asl Napoli 2 Nord, il direttore generale d’Amore: “Abbiamo mantenuto quanto promesso a marzo”
Un riconoscimento economico nel mese di dicembre come premio per il lavoro svolto nei periodi più critici del 2020 sarà corrisposto a 436 infermieri e OSS dell’Asl Napoli 2 Nord. Si tratta di personale a tempo indeterminato in servizio nel 118 e nei reparti ospedalieri più coinvolti nella gestione della pandemia (pronto soccorso, Terapia intensiva, reparti Covid) degli ospedali di Pozzuoli, Frattamaggiore, Giugliano ed Ischia. Ciascun operatore riceverà tale premialità in ragione di alcuni criteri quali: numero di mesi impegnati nei reparti di emergenza/Covid, continuità e costanza nell’impegno, spirito di collaborazione e supporto ai colleghi, abnegazione espressa anche coprendo orari di lavoro al di fuori di quelli programmati, flessibilità nel trasferirsi a lavorare in aree di emergenza/Covid, capacità di pianificare il lavoro. Questi criteri sono stati valutati sulla base di informazioni raccolte dalla Direzione sanitaria aziendale, basandosi sui cartellini di presenza, i turni dei diversi reparti e le relazioni di servizio.
Le risorse per il pagamento dei premi sono state attinte dal fondo 2020 della contrattazione integrativa per il Comparto sanità dell’Asl Napoli 2 Nord, nella quota del 5% nella disponibilità della Direzione generale. “Il 2020 lascerà una cicatrice profonda nella nostra sanità – ha detto Antonio d’Amore, direttore generale dell’Asl Napoli 2 Nord – racconteremo ai nostri figli e nipoti quanto stiamo vivendo in questi mesi nel fronteggiare un virus sconosciuto ed infido. In questo contesto ci sono stati molti Infermieri ed OSS che hanno supportato con disponibilità e professionalità la rapidissima riorganizzazione dei reparti di emergenza e la revisione dei modelli lavorativi, a costo di sacrifici personali e affrontando elevati rischi professionali. Il premio economico che abbiamo voluto dare lo avevamo già promesso a marzo, quando tutto era iniziato e vuole essere un segno di riconoscimento di tale impegno, ben sapendo che tanta abnegazione non risponde a logiche economiche, ma allo spirito di servizio verso chi ha bisogno”.
