Lutto cittadino a Napoli per la morte di Maradona, continua intanto l’omaggio all’esterno dello stadio San Paolo, tifosi in lacrime anche ai Quartieri Spagnoli davanti al murales a lui dedicato

A Napoli sono proseguiti per gran parte della notte e continuano, anche questa mattina, gli omaggi a Diego Armando Maradona. In tanti si sono recati sotto lo stadio San Paolo e ai Quartieri Spagnoli dove, alla fine degli anni ’80, fu realizzato un enorme murales in via Emanuele De Deo. La struttura sportiva di Fuorigrotta è diventata meta di una sorta di pellegrinaggio laico: sciarpe, bandiere azzurre, ma anche fiori, lumini, candele e striscioni che inneggiano al Pibe de Oro. Tanti i tifosi in lacrime, uomini e donne di ogni età che hanno deciso di ricordare le gesta calcistiche di Maradona, per sette anni l’idolo sportivo della città.

Diego Armando Maradona è stato il re della città. Ed è scritto fuori dallo stadio che porterà il suo nome. Le giocate straordinarie, le fughe in avanti e i gol. Genio, sregolatezza ma soprattutto cuore. E il popolo napoletano non dimentica e non dimenticherà. Molti i tifosi che si sono radunati intorno al tempio del calcio partenopeo. Il vuoto è dentro ognuno di loro, in ogni napoletano. Fuori l’incredulità, proprio come quando la morte ti porta via qualcuno che ami. “Io non sapevo niente. Mi ha chiamato mia figlia. Mi ha detto: sai che è morto Maradona. Camminando con la macchina mi sono fermato. Ho frenato. Non sapevo cosa fare. Era una cosa simile a quando muore un parente, mio padre, mai madre”. A Fuorigrotta regna una strana atmosfera, triste, irreale. Una festa al contrario. Un addio. Come se dopo essere arrivato palleggiando il 5 luglio 1984 al San Paolo, dopo essere stato acquistato, solo ora se ne fosse andato. “E’ morto il calcio. Stop. Non c’è più niente. Il cuore non batte più. Batteva solo per lui. Ormai non è un ricordo, sta qua, sta con noi. Io l`ho vissuto da quando è arrivato.pagare 1500 lire. In curva B erano avevamo 90.000 persone. Un vero Masaniello. Non esiste. Io stavo lavorando. Tenevo 10 anni. Ero alla fiera della casa e vendevo palloncini. E arrivò questa notizia. Quella sera la gente tutta riversa per le strade, per via Caracciolo. E ancora doveva arrivare”. Un vero leader dall’Argentina insomma, anche nelle entrate, ma soprattutto in queste ore, nell’addio del popolo che lo amava tanto.

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