La corretta alimentazione incide sulle condizioni di salute generale del paziente e sulla capacità di risposta ad alcune terapie oncologiche, lo afferma il prof, Ascierto dell’Istituto Pascale di Napoli
Importanza e incidenza della corretta alimentazione sulle condizioni di salute generale del paziente e sulla capacità di risposta ad alcune terapie, tra cui anche quelle oncologiche di nuova generazione. È quanto emerso dall`incontro virtuale “Immunoterapia e Nutrizione” realizzato grazie alla collaborazione di un nome importante della medicina, Paolo Ascierto, con il supporto non condizionato di Sanofi Genzyme. I tumori della pelle sono oggi tra le patologie oncologiche più diffuse, possono presentarsi a qualsiasi età, soprattutto avanzata, sono causa di decine di migliaia di interventi chirurgici e decessi ogni anno e la loro incidenza è in continua crescita. Il carcinoma spinocellulare (CSCC), ad esempio, è il secondo tumore cutaneo non-melanoma per incidenza, con circa 19.000 casi in Italia. L`immunoterapia oggi ha segnato una svolta importante nel trattamento di alcuni tipi di tumori, tra cui quelli della pelle, ma l`attenzione al paziente e alle sue condizioni di salute passa anche dalla multidisciplinarietà di un approccio terapeutico che coinvolga tutte le fasi e gli aspetti della malattia.
Una corretta alimentazione incide sia sulle condizioni di salute generale del paziente che sulla capacità di risposta ad alcune terapie. È stato questo il tema dell`incontro virtuale che si è svolto per presentare il progetto “Immunoterapia e Nutrizione”, che ha come responsabile scientifico proprio Ascierto, Direttore dell`Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative presso l`Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione G. Pascale di Napoli, e il supporto non condizionante di Sanofi Genzyme, divisione specialty care dell`azienda farmaceutica Sanofi. Dai lavori del Board Scientifico del progetto, e grazie alla collaborazione con la Scuola Italiana di Comix, insieme alle associazioni di pazienti A.I.Ma.Me e ANDeA, e alle società scientifiche SIDeMAST, IMI e Fondazione Melanoma, sono nati degli opuscoli informativi sull`importanza di una corretta alimentazione per il benessere generale del paziente, sia per i tumori che per le patologie infiammatorie della cute. Questi materiali costituiscono inoltre uno strumento di supporto ai clinici nell`ambito del percorso diagnostico-terapeutico, grazie all`esperienza dei centri di riferimento, sia nelle neoplasie cutanee che nelle patologie infiammatorie della cute, come nel caso della dermatite atopica.
In oncologia, in particolare nell`ambito dei tumori cutanei, recenti studi evidenziano che le differenze nel microbiota intestinale possono influenzare la risposta all`immunoterapia con farmaci anti-PD-1 (proteina 1 di morte cellulare programmata). Il microbiota intestinale è formato da un numero elevatissimo di specie batteriche che svolgono un`intensa attività metabolica e possono influenzare le funzioni dell`organismo. Inoltre, il microbiota intestinale svolge un ruolo importante nella difesa dell`organismo contro diversi patogeni e nella stimolazione e modulazione del sistema immunitario, promuovendo il mantenimento di una mucosa intestinale sana e contrastando lo stato infiammatorio proprio di alcune patologie cutanee. “Il rapporto tra la nutrizione e i tumori della pelle ha un potenziale importante che deve essere approfondito – afferma Ascierto -. Alcuni studi in vitro e su modelli animali hanno evidenziato l`associazione tra la composizione del microbiota intestinale e la risposta alle terapie antitumorali quali l`immunoterapia. I risultati ottenuti da uno studio clinico in pazienti con tumore della pelle indicano che la composizione del microbiota intestinale è capace di modulare la risposta all`immunoterapia anti-PD-1. In particolare, l`abbondanza e la varietà dei batteri intestinali “buoni” erano associate ad una migliore risposta alla terapia anti-PD-1.5″.
Allo stesso modo, anche in dermatologia, dalle ultime evidenze, è emersa un`alterazione della composizione del microbiota intestinale nei pazienti con dermatite atopica e, anche in questo caso, la dieta potrebbe giocare un ruolo a sé tra i fattori ambientali. La dermatite atopica è una malattia infiammatoria cronica della pelle che si associa ad un aumentato rischio di sviluppare allergie alimentari, asma, rinite allergica, e altre malattie infiammatorie immuno-mediate. Per avere un sistema immunitario forte e garantire la salute del microbiota intestinale è fondamentale uno stile di vita sano che includa anche una dieta equilibrata e varia, caratterizzata dal consumo giornaliero di frutta e verdura, cereali integrali, legumi, proteine di origine vegetale e animale. “Oggi la diffusione di uno stile di vita occidentale, sedentario e con cattive abitudini alimentari, quali il consumo elevato di cibi ad alto indice glicemico e ricchi di leucina, di grassi e di proteine di origine animale, può giocare un ruolo importante nel peggioramento dei sintomi della dermatite atopica – spiega Gabriella Fabbrocini, Direttore UOC di Dermatologia Clinica presso l`Azienda Ospedaliero-Universitaria Federico II di Napoli – Diversi studi scientifici hanno riportato che la terapia medica prescritta dal dermatologo può essere aiutata, in termini di efficacia, da un’alimentazione equilibrata a base di frutta e verdura, ricca di vitamine e antiossidanti. Presso i nostri centri dermatologici, durante il percorso di inquadramento diagnostico-terapeutico, prevediamo sempre una consulenza nutrizionale da parte del nostro team per suggerire il migliore stile di vita possibile. Tuttavia, la terapia medica rimane la prima strada per alleviare i disturbi legati alla patologia”.
L`approccio multidisciplinare resta la chiave giusta per il corretto trattamento di entrambe le condizioni cliniche, sia dei tumori della pelle che della dermatite atopica. “Il nuovo ruolo dell`immunodermatologo, esperto nella diagnosi e cura delle malattie della pelle ad eziopatogenesi immunopatologica, contribuisce all`identificazione di un percorso diagnostico-terapeutico adeguato che conduca al più presto il paziente presso il Centro di Riferimento, assicurando la collaborazione tra il medico di medicina generale, il dermatologo territoriale e il paziente stesso”, dichiara Ignazio Stanganelli, Presidente IMI, Direttore della Skin Cancer Unit presso l`IRCCS IRST Istituto Tumori Romagna e Professore Associato della Università di Parma. Il valore dell`approccio multidisciplinare per il paziente con carcinoma a cellule squamose e il ruolo del Centro di Dermatologia Immunologica per quello con dermatite atopica risiede soprattutto nella governance della malattia che dovrà tenere in conto una valutazione epidemiologica atta a quantificare la popolazione di pazienti afferenti e i relativi cambiamenti di stato. È su queste basi che si potrà valorizzare l`offerta di cura, con la definizione e il relativo aggiornamento di percorsi terapeutici che, come riconosciuto anche dal Ministero della Salute, dovrebbero garantire anche il corretto apporto nutrizionale in relazione alle ben note evidenze di beneficio, oltre che l`impiego appropriato dei farmaci innovativi. “Non si tratta solo un progetto innovativo nel campo dell`immunoterapia, dove assistiamo a continui progressi scientifici – commenta Mauro Ninci, Direttore Medico di Sanofi Italia – ma di un`iniziativa che vuole contribuire – con un linguaggio semplice e adatto a tutti a migliorare la qualità di vita dei pazienti, oltre la terapia. Un`attenzione che è da sempre una priorità per Sanofi Genzyme”. Il progetto `Immunoterapia e Nutrizione` ha il patrocinio delle associazioni di pazienti A.I.Ma.Me – Associazione Italiana Malati di melanoma e tumori della pelle e ANDeA – Associazione Nazionale Dermatite Atopica, e alle società scientifiche SIDeMAST – Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse, IMI – Intergruppo Melanoma Italiano e Fondazione Melanoma onlus.
